La scenografia di Sanremo 2026
La scenografia di Sanremo 2026

Sanremo 2026 al via: programma, ospiti e duetti della 76esima edizione

Da Carlo Conti a Laura Pausini, cinque serate tra classifica, cover e super ospiti: il programma completo

Prende il via questa sera la 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana, condotta da Carlo Conti insieme a Laura Pausini. In gara 30 Big e 4 Nuove Proposte, per cinque serate in diretta su Rai 1, Radio2 e RaiPlay fino a sabato 28 febbraio. Un’edizione che si preannuncia come una delle più deboli degli ultimi anni, segnata dall’assenza di “veri” Big, equilibrio mediatico prevedibile e pochi scarti verso l’alto. Ora però è il momento della prova del palco.

I 30 Big in gara

Il programma delle cinque serate

Martedì 24 febbraio: tutti i 30 Big, giudizio Sala Stampa. Ospiti Tiziano Ferro, Olly, Max Pezzali e Gaia.

Mercoledì 25 febbraio: 15 Big e semifinali Nuove Proposte. Co-conduttori Pilar Fogliati, Achille Lauro e Lillo.

Giovedì 26 febbraio: altri 15 Big e finale Nuove Proposte. Ospiti Eros Ramazzotti e Alicia Keys su L’aurora. Co-conduce Irina Shayk.

Venerdì 27 febbraio: cover e duetti, fuori classifica, con premio speciale.

Sabato 28 febbraio: finale con nuova esibizione dei 30 Big, Top 5 e proclamazione del vincitore. Ospiti Andrea Bocelli, Pooh e Max Pezzali.

Il meccanismo di voto: equilibrio confermato, ritocchi sulle radio

Le giurie restano le stesse dello scorso anno — Sala Stampa, TV e Web; Giuria delle Radio; Televoto — ma cambia il peso con cui entrano in gioco nelle varie serate.

Prima serata: 30 Big giudicati dalla Sala Stampa. Seconda e terza: 15 Big per blocco, votati 50% Televoto, 50% Radio. Le Nuove Proposte semifinaliste e finaliste: 33% Sala Stampa, 33% Radio, 34% pubblico.

Quarta serata (cover) e finale: stesso schema 33/33/34. Classifica finale dalla 30ª alla 6ª posizione calcolata sulla media dei voti accumulati. Top 5: nuova votazione tra le tre componenti, combinata ai precedenti voti, decreta il vincitore.

Novità: la Giuria delle Radio adotta il modello AudiRadio, come spiegato dal vicedirettore Rai Claudio Fasulo su Rockol. Le radio saranno divise in tre fasce — nazionali, areali e locali — con i voti locali proporzionati agli ascoltatori di ciascuna regione, rendendo il voto radiofonico più rappresentativo.

In sostanza: nessuna rivoluzione, ma un sistema che bilancia critica, industria e pubblico, lasciando l’ultima parola alla combinazione dei tre.

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