Accompagnato dell’Harlem Gospel Choir, Achille Lauro ha aperto la prima serata del 72esimo Festival di Sanremo con il brano Domenica e una performance che sarebbe dovuta essere, almeno nelle intenzioni, provocatoria: presentatosi fisicato, a torso nudo, con i tatuaggi bene in vista e scalzo, il cantante sul finale del brano ha celebrato il suo auto-battesimo versandosi sulla fronte dell’acqua da un’acquasantiera.
Durante la puntata, Fiorello aveva chiesto ironicamente ad Amadeus che voto avrebbe dato l’Osservatore Romano, noto quotidiano del Vaticano di orientamento cattolico, all’esibizione di Lauro. Tirato in ballo, il giornale ha fatto sapere in un editoriale pubblicato ieri di non esserne rimasto per nulla impressionato, visto che si tratta di una cosa nemmeno lontanamente paragonabile, secondo il quotidiano, alle vere provocazioni di un grande della storia del rock come David Bowie. Per L’Osservatore Romano, in pratica, «Non ci sono più i trasgressori di una volta».
Chiamati in causa da Fiorello alla cui simpatia non si può resistere, eccoci qui a dire la nostra, come richiesto, su Achille Lauro. In punta di piedi. Perché Sanremo è Sanremo. L’Osservatore è L’Osservatore. E in questo caso si limita ad osservare che, volendo essere a tutti i costi trasgressivo, il cantante si è rifatto all’immaginario cattolico. Niente di nuovo. Non c’è stato nella storia un messaggio più trasgressivo di quello del Vangelo. Da questo punto di vista difficilmente dimenticheremo la recita del Padre Nostro, in ginocchio, di un grande artista rock come David Bowie. Non ci sono più i trasgressori di una volta.
L’Osservatore Romano
Riguardo all’edizione in corso di Sanremo, sulle nostre pagine potete recuperare, tra le altre, la critica riguardo alla suddetta performance di Achille Lauro, firmata da Alessandro Liccardo.