Nel 2020 era diventato un vero e proprio caso mediatico. Stiamo parlando di SanPa: luci e tenebre di San Patrignano, la docu-serie prodotta da Netflix sulla famosa comunità di recupero per tossicodipendenti fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, a Coriano, in provincia di Rimini. Le cinque puntate prendevano in esame il periodo che va dalla nascita della struttura fino al 1995, anno della morte del suo fondatore. Adesso, a tre anni di distanza, è arrivata la denuncia per diffamazione aggravata da parte dei figli di Muccioli.
SanPa è stata la prima docu-serie originale italiana di Netflix, di Produzione 42, scritta da Carlo Gabardini, Gianluca Neri, Paolo Bernardelli e diretta da Cosima Spender. Fu un vero successo di pubblico, ma già all’epoca la Comunità di San Patrignano si era formalmente dissociata, definendo il racconto “unilaterale”, “sommario e parziale”.
Ora Andrea e Giacomo Muccioli, figli di Vincenzo, sono passati alle denunce formali nei confronti di Netflix. Secondo loro, la serie avrebbe offeso la memoria del padre attraverso una ricostruzione distorta della storia della comunità e del suo fondatore. Inoltre avrebbe insinuato che Vincenzo Muccioli sia morto di AIDS (da ricondurre a una presunta omosessualità).
In una nota diffusa dagli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti, si legge che la docu-serie SanPa diffama “l’immagine e la memoria di una persona scomparsa, un grande padre e un uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene, violando altresì i più elementari principi di privacy. Tutto ciò ha investito gravemente la vita dei nostri due assistiti, i figli Andrea e Giacomo”.
“Dalla messa in onda della fiction – continuano gli avvocati – la loro vita privata e quella dei loro familiari (figli, mogli, etc.) è stata travolta, da continue domande, richieste da parte di amici, conoscenti, persone comuni, sulla veridicità di quanto affermato e rappresentato nella docu-serie. Si sono trovati colpiti e feriti in quanto c’è di più prezioso: memoria, reputazione e onorabilità di un padre scomparso”.
SanPa si avvale delle testimonianze di svariati ex ospiti di San Patrignano che a Muccioli furono vicini, dall’allora autista e braccio destro del deus ex machina, Walter Delogu, a Fabio Cantelli, ex responsabile della comunicazione, ad Antonio Boschini, ex medico dell’organizzazione e tanti altri, inclusi il figlio Andrea Muccioli e Red Ronnie, che si dedicò anima e corpo al progetto fin dal primo momento che lo conobbe. Ora, sebbene più punti di vista abbiano trovato spazio nelle cinque ore scarse di servizio, sembra abbastanza chiaro da quali premesse l’indagine si sia mossa e a quali conclusioni sia giunta.
Gli autori hanno fatto centro nel riaccendere un faro su un caso le cui implicazioni politiche e sociali rimangono a tutt’oggi nervi scoperti. Allora come nel contesto odierno, Muccioli divide l’opinione pubblica e questo, inevitabilmente, perché prima ancora del “metodo” si staglia forte e chiara la persona, un capo carismatico weberiano.
A fine visione non si può certo dire di avere un bel quadro di quanto avvenuto nel complesso romagnolo tra il 1978 e il 1995. Lo raccontiamo meglio nella recensione che potete recuperare su queste pagine.