Sacha Baron Cohen nei panni di Borat al Kimmel show (2020)

Sacha Baron Cohen dichiara conclusa la saga di Borat

L'attore dichiara conclusa la saga che ha visto protagonista Borat Margaret Sagdiyev

«Ho ritirato fuori Borat per via di Trump, non vedo motivo di ritornare a vestire i suoi panni in futuro». Queste le parole – pubblicate da Variety – con le quali Sacha Baron Cohen ha dichiarato in sostanza concluse le avventure dell’improbabile giornalista kazako. C’è da dire che anche in occasione del primo fortunato lungometraggio, Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan del 2006 (263 milioni di dollari di incasso a fronte di un budget di appena 18), l’attore ne aveva dichiarato improbabile un seguito e questo per la mancanza dell’effetto sorpresa di cui avrebbe sofferto.

Eppure un sequel c’è stato. Borat – Seguito di film cinema si è sviluppato a partire dalla grottesca serie tv Who Is America? con sguardo privilegiato sulla nuova ondata di razzismi, antisemitismi e xenofobie assortite che gli Stati Uniti stavano vivendo sotto la Presidenza Trump. In quell’occasione, la scusa forte è diventata quella di sviscerare «un pericoloso lato dell’autoritarismo», e sono le parole di Cohen sempre sulle colonne del popolare magazine, ma anche quella di svelare i pericoli di «Trump e del trumpismo» con il Coronavirus a mostrare definitivamente i «letali effetti delle sue menzogne condite di teorie cospirative».

Finito tutto questo – e con un sequel pubblicato in tutta fretta per le presidenziali che, diciamocelo, rispetto al primo capitolo ha perso in freschezza, spontaneità e innovazione – pare dunque che il personaggio di Boris sarà messo in soffitta a tempo indeterminato. Rimane il fatto inconfutabile che, anche con tutti i difetti del caso, il film ci ha regalato almeno una scena immortale: quella con protagonista Rudy Giuliani e la sua mano nei pantaloni. Senza contare i battibecchi che sono seguiti via social e media vari, come ad esempio quello in cui The Donald dà a Cohen del degenerato bugiardo e questo gli risponde per le rime, o quell’altro in cui la figlia di Borat, interpretata da Maria Bakalova, riesce ad infiltrarsi alla Casa Bianca come giornalista.

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