Procedono gli aggiornamenti, ormai a cadenza mensile, sui nuovi album di Robert Smith da solo e con la band. Se quello noise (precedentemente annunciato come uno dei progetti della formazione) uscirà come disco solista, l’atteso ritorno dei Cure (sul quale il frontman aveva promesso all’inizio del mese aggiornamenti tra circa sei settimane) potrebbe chiuderne la discografia.
Ad ammetterlo è lo stesso cantante, intervistato assieme a Lauren Mayberry dei Chvrches dal Times, che parla del successore di 4:13 Dream nei termini di un lavoro molto intimo, un riassunto di «dieci anni della sua vita distillati in due ore di intensa musica».
Smith e Mayberry hanno di recente collaborato per il singolo How Not To Drown e sempre a proposito di collaborazioni, nei mesi scorsi, il frontman ha remissato Teenager dei Deftones per l’album Black Stallion e partecipato all’album dei Gorillaz nel brano Strange Timez.
Su SA potere inoltre consultare un approfondimento di carriera dedicato alla band, la recensione classic del sopracitato Seventeen Seconds (che lo scorso 22 aprile ha compiuto 40 anni) ma anche quelle relative a 4.13 Dream, Disintegration, Pornography, 17 Seconds e The Cure.