The God Machine
The God Machine

Ristampe in arrivo per i God Machine

Usciranno su Fiction, distribuita da Polydor

La parola culto è spesso abusata ma nel caso dei God Machine non lo è affatto. Il trio formato da Jimmy Fernandez, Robin Proper-Sheppard e Ron Austin irruppe fragorosamente nell’underground dei primi anni ’90 con un percorso inverso rispetto a ciò che stava montando con l’esplosione dei Nirvana e del grunge in generale; con tutti gli occhi puntati sugli States, il trio si spostò da San Diego in Europa, tra Amsterdam e Londra dove poi avrebbe preso praticamente residenza. E dove avrebbe poi pubblicato, tramite quella Fiction casa dei Cure, una manciata di singoli ed eps e un paio d’album, l’epocale esordio Scenes From The Second Storey nel 1992 e One Last Laugh In A Place Of Dying nel 1994. Se il primo li aveva portati alla ribalta, il destino, molto cinico e poco baro nel caso specifico, avrebbe giocato una carta molto importante nella storia della band con la morte improvvisa, per aneurisma e praticamente appena finite le registrazioni del secondo album, del bassista Jimmy Fernandez.

Da lì i God Machine terminarono la loro corsa e divennero quel culto di cui sopra, lasciando quelle due gemme viniliche ad alimentarne la leggenda fino a raggiungere quotazioni da capogiro. Notizia di questi giorni, direttamente dalla pagina dei Sophia, la band con cui Robin Proper-Sheppard ha esorcizzato la tragedia, è che finalmente i due album saranno disponibili in ristampa.

“Lo avete chiesto a gran voce e loro hanno ascoltato – scrive Sheppard nel post – Anche se per un po’ avevo sperato davvero di poterli ristampare su The Flower Shop, purtroppo è diventato un’impresa troppo complicata. Usciranno però sulla loro casa originale, Fiction, giusto? Godeteveli”.

E a proposito dei Sophia aggiunge: “ci sono molte cose in ballo, presto avrete altre notizie sulla band”.

L’ultima volta dei Sophia in Italia è stata nel 2022 in supporto all’album Holding On / Letting Go, uscito nel 2020 via The Flower Shop Recordings / PIAS. Il disco segue a quattro anni di distanza il precedente lavoro As We Make Our Way (Unknown Harbours). Entrambi recensiti su queste pagine. Su SA anche un approfondimento sui God Machine scritto da Roberto Canella.

Tracklist

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