Rick Rubin
Rick Rubin al Festival Of The Sun, foto di Stefano Mattea (2024)

Rick Rubin. Cosa è successo al Festival Of The Sun a Casole D’Elsa

Jovanotti e il fondatore di Twitter Jack Dorsey tra gli ospiti

Si è svolta dal 21 al 22 giugno quella che è stata salutata come la prima edizione a ingresso gratuito di Festival Of The Sun, l’evento curato da Rick Rubin per celebrare il solstizio d’estate. Fino all’ultimo momento, dai canali ufficiali – IG e sito – il secret festival ha mantenuto la parola data: nessuno nome è trapelato anche se da più parti la presenza di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, veniva data per certa; vuoi per per la vicinanza con la città d’origine della famiglia dove vive e risiede da anni (Cortona), vuoi per la collaborazione e amicizia che lo lega al produttore (hanno lavorato assieme in Oh, vita! del 2017, suo primo lavoro con un artista che non canta in lingua inglese).

Un piccolo borgo è diventato per due giorni il centro del mondo nel panorama musicale ed artistico grazie al Festival of the Sun, progetto che con grande piacere abbiamo accolto da subito quando Rick Rubin ce ne ha parlato e che ringrazio sentitamente
Andrea Pieragnoli, Sindaco di Casole

La musica

E così è stato, l’autore di Un Raggio di Sole, assieme a Adriano Viterbini (alla chitarra), è salito sul palco per eseguire – da seduto a causa dei postumi di un incidente ciclistico – una manciata di brani di repertorio prima di lasciare il posto ai Gossip di Beth Ditto che hanno chiuso una prima giornata di musica (in scaletta anche una cover dei Talking Heads, Psycho Killer) aperta idealmente dall’harmonium e dalle tablas di Krishna Das.

L’artista americano ha inaugurato l’evento con un kirtan, una performance devozionale indù nella Chiesa principale del Borgo. Nella Chiesa del borgo, che ha accolto le performance musicali, anche James Blake che, nonostante i problemi tecnici, regala uno show per soli piano e voce in cui intona alcuni dei suoi classici Limit To Your Love e Retrograde.

Nella seconda giornata, poco dopo l’ora di pranzo, Jack Dorsey, fondatore di Twitter, è stato protagonista del talk Tech and Freedom nella Sala Congressi, mentre Cosmo Gonik si è esibito con un dj set di “ecstatic dance” in Piazza della Libertà. Nella Chiesa invece si sono esibiti Lucinda Chua, Rhye, ovvero Mike Milosh, la cantante e modella Julia Johansen e la compositrice e pianista armena Marie Awadis. In chiusura, la coppia che fa capo agli Arcade Fire, Win Butler e Régine Chassagne dà spettacolo con un’indimenticabile performance concerto che dalla Chiesa centrale (tra requiem – Pie Gesu Domine – e brani a cappella My Body Is A Cage) si trasforma, sul finale, in una processione verso l’esterno, sul palco della piazza, e poi in un energico dj set, sempre accompagnato da canto e strumenti.

Invitata all’evento, ma non presente per questioni d’agenda, Gianna Nannini, altro nome trapelato nei giorni scorsi. La cantante è stata presentata al produttore proprio da Jovanotti che, a sorpresa durante l’evento dei due Arcade Fire, per compensare il malcontento del pubblico rimasto fuori dalla Chiesa, improvvisa un concerto. Canta Ragazzo Fortunato e qualcosa di Gente della Notte assieme a Riccardo Scamarcio che, nel frattempo, lo ha raggiunto sul palco.

James Blake
James Blake al Festival Of The Sun, foto di Kimberley Ross (2024)

Cinema

Assieme alla musica, protagonista del festival è stato anche il cinema e questo anche grazie alla collaborazione con MUBI. Proiettati durante la due giorni una selezione di film scelti dallo stesso Rick Rubin tra cui This Much I Know to Be True, il documentario/film concerto con protagonista il sodalizio artistico tra Nick Cave e Warren Ellis, presentato dal suo regista Andrew Dominik; ma anche Faya Dayi di Jessica Beshir, il lungometraggio d’esordio di Charlotte Wells Aftersun e il road movie dei fratelli Ross Gasoline Raimbow. Non ultimo, nell’anfiteatro del resort di lusso Castello di Casole – A Belmond Hotel è stato proiettato Pino, il film scelto per chiudere la prima edizione della manifestazione.

L’organizzazione

Assieme a Rick Rubin, nell’organizzazione del festival un team tutto italiano di professionisti del mondo della musica e degli spettacoli. Fiammetta Cicogna, imprenditrice e attrice vicina a Rick da molti anni, è stata il suo braccio destro nella realizzazione di questo evento organizzato in un mese con la sua Sun San Production. Accanto a lei la Wake Up di Paola Balestrazzi e Antonio Filippelli, professionisti del mondo della musica che da oltre 15 anni si occupano di direzione artistica, management, edizioni e produzione. La produzione tecnica dell’evento è stata seguita dal team toscano di Woodworm, l’etichetta e management aretina capitanato da Marco Gallorini e Andrea Marmorini. L’evento, totalmente gratuito, è stato reso possibile grazie alle aziende che hanno supportato l’evento Heavensake, Enel e Ray-Ban.

Il pubblico e i VIP

Numerosissimi i personaggi del mondo dello spettacolo avvistati durante il festival. Alcuni di loro non hanno mancato di condividere reel e post sui social, altri sono stati paparazzati dai presenti con gli smartphone. C’erano Levante e Paolo Nutini – che avrebbe voluto fare un duetto con Blake, leggiamo su Rockol -; la compagna di Blake Jameela Jamil; le attrici Lily Cole e Benedetta Porcaroli e – il sopracitato – Riccardo Scamarcio, ma anche Frah Quintale, Birthh, La Rappresentante di Lista, Ghali e Madame, Thomas Raggi e Ethan Torchio dei Måneskin.

L’attività recente di Rick Rubin (e non solo)

Di recente abbiamo pubblicato la lista degli otto dischi preferiti di Rick Rubin e uno stralcio d’intervista in cui affermava i motivi per i quali Paul McCartney è a suo avviso il miglior bassista di sempre.

I due hanno condiviso nel 2021 la docu-serie 3,2,1 per Disney+. Non è un caso dunque che tra i dischi di cui non potrebbe fare a meno al primo posto c’è proprio un pezzo dei Beatles.

Tracklist

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