Domenica 12 marzo è andato in onda il season finale di The Last of Us, la serie HBO tratta dall’omonimo videogioco per PlayStation 3 del 2013. L’episodio – dal titolo Look for the Light – ha registrato negli Stati Uniti un nuovo record: si parla infatti di 8,2 milioni di spettatori nonostante la presenza in contemporanea della 95° cerimonia degli Oscar.
Nel corso degli ultimi due mesi The Last of Us ha visto raddoppiato il numero di persone che hanno seguito la storia di Joel (Pedro Pascal) e Ellie (Bella Ramsay), con un picco per il quinto episodio – Endure and Survive, 11,6 milioni di spettatori – trasmesso durante l’importantissima settimana del Super Bowl; la premiére della serie, When you’re lost in the darkness, aveva registrato 4,7 milioni di spettatori. Per quanto riguarda invece l’Europa e l’America Latina, HBO ha dichiarato che è lo show televisivo più visto di questa prima parte dell’anno.
La serie post-apocalittica creata da Craig Mazin (Chernobyl) e Neil Druckmann (autore del videogioco) è stata già rinnovata per una seconda e – molto probabilmente – una terza stagione, dato che la storia di The Last of Us – Parte II (uscito per PlayStation 4) è troppo grande per essere contenuta in un unico ciclo di episodi. Questo dimostra una totale fiducia di HBO nel progetto, una fiducia riconfermata grazie all’ampiezza di pubblico che ha guardato la prima stagione. Non si parla solamente della fanbase del videogioco ma anche di spettatori “nuovi” e appartenenti a più generazioni, tanto che in molti hanno iniziato a paragonare The Last of Us a Game of Thrones o lo spin-off House of the Dragon, cosa che non si può dire di altri prodotti (comunque seguitissimi) targati HBO come True Detective, Euphoria, Westworld o Succession.
I motivi di tale successo sono ben riassunti nell’episodio finale che, nonostante la durata di 45 minuti (una brevità bizzarra per i recenti standard seriali), contiene tutte e tre le componenti che hanno decretato il successo del videogioco (action, horror e drama). Joel è riuscito a portare Ellie dalle Luci, il gruppo di ribelli nascosti in tutto il Paese. Si scopre che la ragazza è immune al cordyceps (il fungo che ha distrutto il mondo e ha trasformato l’umanità in esseri letali) perchè è cresciuto insieme a lei fin dalla nascita, quindi la creazione di una cura per la pandemia presuppone un’operazione chirurgica mortale. Joel, che ha perso una figlia e ha ritrovato in Ellie una figura simile, deve dare risposta a un quesito difficilissimo: agire per il bene di sé stessi o agire per il bene del genere umano?
In attesa della recensione della prima stagione di The Last of Us, su SA potete recuperare il commento al primo episodio (a firma Nicola Rakdej) e il commento alla colonna sonora di Gustavo Santaolalla (scritto da Carmine Vitale). Inoltre, per quanto riguarda Craig Mazin, potete leggere la recensione della serie HBO Chernobyl firmata da Alessio Baronci.