Rage Against The Machine
Rage Against The Machine foto di Robin Harper (2020)

Rage Against The Machine, Arcade Fire, Lorde e tanti altri in supporto al diritto all’aborto

Molte label e band hanno devoluto il ricavato dell'ultimo Bandcamp Friday ad associazioni che sostengono il libero accesso all'aborto nel Paese

Del 5 maggio scorso la notizia secondo cui la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America sarebbe pronta a ribaltare la storica sentenza del 1973 – Roe v Wade – che sancisce il diritto all’aborto per i cittadini americani. Secondo una bozza di intenzioni pubblicata da Politico, nella massima corte statunitense – composta da sei membri conservatori e tre liberali – i tre i giudici scelti dall’ex presidente Donald Trump, Clarence Thomas e Samuel A. Alito Jr. – autore del documento – sarebbero favorevoli a revocarne il diritto.

Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha confermato l’autenticità del documento, specificando che la bozza non rappresenta una decisione della Corte o «la posizione finale di alcun membro sulla questione». Nel frattempo, sono molteplici le voci che si sono sollevate contro una sentenza che, se approvata, permetterebbe a molti Stati a maggioranza repubblicana di rendere illegale l’aborto. Tra queste, i Rage Against The Machine, che si sono pronunciati con un comunicato ufficiale.

I Rage Against The Machine sostengono la giustizia riproduttiva e continueranno a combattere contro qualsiasi tentativo di limitazione o di controllo delle libertà riproduttive. Criminalizzare l’accesso all’aborto non farà che aumentare sproporzionatamente la sofferenza dei poveri, dalla comunità BIPOC (Black, Indigenous and People Of Color) e di coloro privi di documenti di cittadinanza. Il costante spostamento a destra dei principali partiti politici dovrebbe essere un campanello dall’allarme per tutti noi: un sintomo che indica il disperato bisogno di un potere popolare radicale contro uno Stato bellicoso che attacca la vita delle persone
Rage Against The Machine

Durante lo show del 5 maggio allo Shrine Auditorium di Los Angeles, anche Lorde si è schierata contro le intenzioni della Corte, facendo un lungo discorso: «Come tanti di voi, sono disgustata e affranta nell’apprendere che esistono persone che credono che non possiamo disporre dei nostri corpi».

Ospiti dell’ultima puntata del Saturday Night Live, anche gli Arcade Fire si sono espressi sulla questione. Dopo la performance del brano The Lightning I, II, il frontman Win Butler ha dichiarato che «scegliere è un diritto della donna, nei secoli dei secoli, Amen». Anche molti altri artisti e label hanno scelto di sfruttare l’ultimo Bandcamp Friday per raccogliere fondi a favore delle associazioni che lottano per il diritto all’aborto negli Stati Uniti, tra cui Merge Records, Partisan Records, Joyfull Noise, Ninja Tune, Bikini Kill, Cassandra Jenkins, Son Lux e tanti altri.

Alla fine dello scorso anno, Kim Gordon si era già schierata contro la decisione della Corte Suprema che si era rifiutata di bloccare una legge del Texas che ha vietato quasi tutti gli aborti medicalmente assistiti nello Stato. In quell’occasione l’ex Sonic Youth aveva deciso di destinare intero ricavato del mese di dicembre 2021 dell’inedito Grass Jeans alla Fund Texas Choice.

Tracklist

Ti potrebbe interessare