Puscifer
Puscifer, foto di Travis Shinn

Puscifer, James Keenan: “Scopo dell’arte è essere testimoni del proprio tempo”

La band riflette su politica, responsabilità artistica e speranza in tempi complessi

Nel corso di un’intervista a NME, Maynard James Keenan e Carina Round hanno affrontato il ruolo dell’arte di fronte alle tensioni sociali e politiche degli Stati Uniti.

Osservare, raccontare, resistere

Keenan ha spiegato che ogni opera nasce dall’osservazione personale: “Qualunque sia la tua storia o la tua formazione, tutto ciò che osservi lo racconti attraverso la tua prospettiva. Come artisti, il nostro compito è essere testimoni del proprio tempo e cronisti, elaborando ciò che ci manca dentro”.

La band ha commentato temi concreti come la gestione dell’immigrazione e le azioni dell’ICE, sottolineando che la musica può aiutare a elaborare le ingiustizie e le tensioni senza dare risposte immediate, ma creando consapevolezza: “È questione di trovare il proprio posto in questo mondo estraneo e capire come muoversi, dialogando con chi sta cercando di fare altrettanto”.

Round ha aggiunto: “Anche nei momenti più oscuri, in Puscifer cerchiamo sempre un messaggio di speranza e gioia. È un modo per stimolare la riflessione critica e far emergere il lato positivo dell’esperienza umana, pur raccontando ciò che non va nel mondo”.

I Low e il senso del goth oggi

Nell’interessante scambio con Liberty Dunworth, la band ha inoltre riflettuto sul valore della cover dei Low (Congregation), sottolineando il legame con il Minnesota, la loro terra d’origine, appena a nord di Minneapolis. Si sono poi confrontati sul senso del goth (da noi dark) come genere, al di là delle etichette prefabbricate: secondo Keenan, molte band etichettate come goth in realtà non lo sono affatto, e lo stesso vale per il punk, che per lui è più un’attitudine che un suono (“Per me, Peaches è punk”). Infine, hanno discusso se un movimento simile a quello punk o goth degli anni ’70 potrebbe nascere oggi, evidenziando come i luoghi grezzi e liberi in cui un tempo si sperimentava la musica siano ormai gentrificati: loft costosissimi e caffè da sei dollari hanno sostituito quegli spazi, rendendo impossibile replicare le stesse condizioni creative, e chi vuole far rumore rischia addirittura cause legali.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da MJ Keenan (@iamthebriefcase)

La band sta attualmente promuovendo Normal Isn’t, album pubblicato all’inizio del mese la cui recensione su queste pagine è firmata da Elena Raugei.

Tracklist

Ti potrebbe interessare