A seguito di un articolo pubblicato da Linkiesta dopo l’ultima edizione, sono venuti a galla i controversi retroscena che stanno dietro all’organizzazione del concerto del Primo Maggio, in primo luogo la natura delle varie società che hanno periodicamente gestito l’allestimento dell’evento. Nello specifico, la pianificazione è affidata ad attività per lo più in liquidazione o con ingenti debiti, che fanno tutte capo a Marco Godano, dal 2001 incaricato capo del progetto. Tra le società figura Primata (acronimo di Primo Maggio Tutto l’Anno), che risulta avere 400.000 euro di debiti, mentre dal 2011 è apparsa un’altra società di Godano, la Anyway, anch’essa ai limiti dell’insolvenza; nel 2013, sempre su iniziativa di Godano, è stata invece fondata 1MVideo, ultimo tentativo in ordine di tempo di risanare la disastrosa situazione economica del Concertone.
È poi emerso che numerosi musicisti e addetti ai lavori devono ancora ricevere i pagamenti: tra loro, figura anche Sebastiano De Gennaro, musicista per Baustelle, Le Luci Della Centrale Elettrica, Calibro 35 e molti altri, che ha così commentato i mancati compensi per il concerto del Primo Maggio: “Ho suonato al concertone nel 2013, quindi al penultimo Primo Maggio, con l’orchestra Rock di Cosma. Ad oggi non sono stato pagato del tutto, nel senso che avevo chiesto nel contratto che ho firmato un anticipo del 50%, avendo sentito voci allarmanti sul fatto che in molti non erano stati pagati. Pochi giorni prima dell’esibizione, non avendo ricevuto nessun anticipo, ho minacciato di non salire sul bus per Roma se non vedevo il bonifico, così lo hanno fatto subito… Ho fatto bene, perché con quei soldi mi sono almeno pagato le tasse che altrimenti avrei dovuto sborsare di tasca mia. Assieme a me so che molti altri musicisti e tecnici non sono stati pagati o pagati solo in parte. So anche che Godano ha emesso degli assegni scoperti, una cosa che credo sia molto poco limpida. La mia cooperativa aspetta da Anyway srl svariate migliaia di euro, nelle quali rientra anche il mio stipendio. Da parte mia, so che quei soldi non li vedrò probabilmente mai… ma mi interessa poco, mi interessa invece molto denunciare la cosa”.