Polemica “Imagine” di Lennon pt.2. Meloni: «è l’inno dell’omologazione mondialista»

Imagine per Giorgia Meloni è un “inno all'omologazione mondialista”

In una nuova puntata di In Onda, i conduttori Luca Telese e David Parenzo non hanno resistito sull’interrogare Giorgia Meloni riguardo alla questione Imagine di John Lennon come «canzone marxista». Che nelle intenzioni dell’ex Beatle il brano lo sia veramente non ci piove, e a rammentarlo in trasmissione all’inizio del mese era stata la stessa candidata della Lega alle elezioni regionali in Toscana, Susanna Ceccardi con sommo sbigottimento del sociologo Marco Revelli che la invitava a studiarsi un po’ di «culture novecentesche» (ma che invece a studiare avrebbe dovuto andarci lui).

Il battibecco poi faceva riferimento a un fatto del 2016, ovvero all’opposizione della stessa Ceccardi a far cantare alla recita di Natale il pezzo di Lennon proprio per la sua natura ideologicamente schierata a sinistra (…). Posizione che la leader di Fratelli D’Italia ha rimarcato a modo suo ieri a La7 definendo Imagine come un «l’inno dell’omologazione mondialista e affermando che sebbene «sia una canzone fantastica», un testo che esprime «un mondo senza identità» non è il «suo prototipo».

Su SA trovate la recensione dell’album Imagine di Lennon in cui Solventi descrive la canzone così: «Un ordigno pop fin troppo privo di difetti, su cui Lennon cuce un testo anti-capitalista, anti-religioso e pacifista, usando una terminologia estremamente semplice, quasi elementare. E qui sta la genialità: Imagine è un inno, si rivolge a un popolo e ad esso si offre, gli trasmette concetti che contrastavano allora (e ancora oggi) con tutto ciò che tiene assieme i modelli sociali (politici ed economici), immaginando (appunto) questo stesso popolo come universale, definito cioè dall’universalità del pop».

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