Nel caso in cui ci fosse qualche dubbio, a poche ore dalla vendita del catalogo dei Pink Floyd alla Sony, David Gilmour ha ribadito che non si esibirà “assolutamente” mai più con l’ex compagno di band Roger Waters.
In una nuova intervista concessa al Guardian, Gilmour ha risposto a una domanda sulla possibilità di tornare sul palco con Waters dichiarando: «Assolutamente no». Per spiegare le sue ragioni, Gilmour ha ribadito la sua veemente opposizione alle convinzioni politiche ampiamente dichiarate da Waters.
«Tendo a stare alla larga da chi sostiene attivamente dittatori genocidi e autocratici come [Vladimir] Putin e [il presidente del Venezuela Nicolás] Maduro», ha spiegato. «Niente mi spingerebbe a condividere il palco con qualcuno che pensa che un simile trattamento delle donne e della comunità LGBT sia accettabile».
Con un po’ di nostalgia, Gilmour ha aggiunto che gli piacerebbe «tornare sul palco con [il defunto tastierista dei Pink Floyd] Rick Wright, che era una delle persone più gentili e musicalmente più dotate che abbia mai conosciuto».
La faida tra Gilmour e Waters dura da decenni. Solo nel 2023, Gilmour aveva definito Waters «misogino, antisemita e apologeta di Putin» condividendo un documentario che descriveva il presunto antisemitismo di Waters. L’ultima volta che i due hanno condiviso il palco insieme è stato durante il The Wall Tour di Roger Waters nel 2011.
Il nuovo album e tour di David Gilmour
Nel frattempo, Gilmour è uscito con il nuovo album Luck and Strange – recensito su queste pagine da Andrea C. Soncini – che sarà supportato da un tour limitato negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito. Le prime sei date sono italiane e si sono svolte al Circo Massimo di Roma il 27, 28 e 29 settembre, e l’1, 2 mentre l’ultima si terrà oggi 3 ottobre. Su SA trovate già il nostro live-report.
Durante la promozione dell’album, Gilmour ha dichiarato che si tratta del “miglior album che abbia fatto da quando è uscito The Dark Side of the Moon nel 1973″, una dichiarazione successivamente ridimensionata nella sopracitata intervista con Rolling Stone America.