Phoebe Bridgers
Phoebe Bridgers (foto di David Lee, CC 2018), Jack White (Jack White, still dalla performance a SNL, 2020) e Pearl Jam (foto di Lugnuts, CC 2012)

Phoebe Bridgers, Jack White, Pearl Jam e altri contro la decisione sull’aborto della Corte Suprema

Tra i tanti artisti contrari alla sentenza, anche Steve Albini, Rage Against The Machine e Cat Power

Sono molte le voci sollevatesi contro la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di abolire la storica sentenza Roe v. Wade, con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l’aborto nel paese. Una decisione presa con 6 voti a favore e 3 contrari e che per molti osservatori e cittadini significa tornare indietro di cinquant’anni nelle conquiste dei diritti civili.

Fondamentale per l’avallo del provvedimento, l’apporto dei tre giudici conservatori di nomina trumpiana, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett. Proprio questi ultimi sono stati presi di mira da Jack White, che non le ha mandate a dire all’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

In un lungo post, l’ex White Stripes ha espresso la propria frustrazione verso la Corte Suprema, il sistema bipartitico e, in particolare, contro l’ex presidente, un “clown” che ha scelto «TRE giudici conservatori della corte suprema, TRE».

Questi tre giudici, completamente disinteressati a ciò che l’attuale maggioranza vuole e di cui ha bisogno, hanno appena riportato il Paese negli anni ’70 per ricominciare a lottare per i diritti delle donne.
Jack White

Non è mancato neppure lo sfogo del cantante contro i Democratici, che non hanno combattuto abbastanza per evitare la storica abolizione.

 

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A unirsi al coro, anche Phoebe Bridgers, che durante la performance del 24 giugno al Glastonbury Festival 2022, ha urlato alla folla un bel «Fuck the Supreme Court!».

Qui è tutto super surreale e divertente, ma sto ugualmente passando una giornata di merda. C’è qualche americano qui?” Chi vuole dire ‘Fanculo la Corte Suprema’ al mio tre?
Phoebe Bridgers

Il pubblico ha apprezzato l’esortazione urlando all’unisono, mentre la cantante ha espresso senza mezzi termini la propria disapprovazione: «Fanculo questa merda, fanculo l’America, vaffanculo. Tutti questi vecchi figli di puttana irrilevanti che cercano di dirci cosa fare con i nostri fottuti corpi. Fanculo».

Nello stesso giorno e sempre dal palco del Glasbury, Billie Eilish prima di eseguire il brano Your Power, ha spiegato che «la canzone parla del potere e di come non se ne debba mai abusare».

Oggi è un giorno davvero buio per le donne negli Stati Uniti.
Billie Eilish

Dallo stesso festival inglese è arrivata anche la contrarietà di Olivia Rodrigo, che ha chiamato sul palco Lily Allen per seguire il brano Fuck You con dedica esplicita a corollario.

Sono devastata e terrorizzata. Ci sono così tante donne e ragazze che rischieranno la vita a causa di questa decisione. Dedico questa canzone ai membri della Corte Suprema che ci hanno mostrato come non gliene freghi un cazzo della libertà.
Olivia Rodrigo

Taylor Swift ha invece espresso il proprio disappunto via Twitter, dichiarando di essere «totalmente terrorizzata dalla situazione a cui si è arrivati». La cantante ha inoltre condiviso il tweet con la dichiarazione di Michelle Obama sulla sentenza.

Ho il cuore spezzato per le persone di tutto il paese che hanno appena perso il diritto fondamentale di prendere decisioni informate sui propri corpi… ho il cuore spezzato per l’adolescente, piena di gioia e di promesse, che non sarà in grado di finire la scuola o vivere la vita che vuole perché c’è uno stato che controlla le sue decisioni abortive; per la madre di una gravidanza che non può sostenere ma che è ora costretta a portare a termine; per i genitori che guardano il futuro dei loro figli evaporare davanti ai loro occhi; per gli operatori sanitari che non possono più aiutarli senza rischiare il carcere.
Michelle Obama

Visto che la decisione della Corte Suprema permetterà ai 26 stati a traino conservatore di vietare l’aborto, molte persone saranno costrette a recarsi a proprie spese in quegli stati in cui si potrà continuare a praticarlo legalmente. Per sostenere tali costi molte grandi aziende dello spettacolo hanno annunciato un programma di rimborsi per i dipendenti che vorranno farne uso.

Paramount ha inviato ai propri dipendenti un memo in questo senso. E dello stesso avviso sono Disney, Netflix, Comcast, Sony, Warner Bros e Discovery. Mentre Amazon aveva annunciato una decisione in merito già il mese scorso.

Tra i musicisti che si sono schierati contro la sentenza della Corte Suprema e al fianco delle donne in questo momento difficile, anche Steve Albini, che ha espresso il proprio supporto via Twitter.

Donne d’America, apprezzo la moderazione che avete dimostrato fin qui nel non uccidere noi uomini nel sonno. Se questa è la sera in cui lo farete, vi capisco, e continuerò a pensare che abbiate mostrato notevole contegno.
Steve Albini

I Rage Against The Machine sono direttamente passati ai fatti annunciando di voler devolvere il ricavato di alcuni benefit show – circa 475.000 dollari – a organizzazioni che sostengono i diritti all’aborto. Ovvero quello del 9 luglio all’Alpine Valley Music Theatre di East Troy, Wisconsin, e i due fissati allo United Center di Chicago l’11 e il 12 luglio.

Acquistando le prevendite i nostri fan hanno già raccolto 475.000 dollari. Devolveremo quel denaro alle organizzazioni per i diritti riproduttivi del Wisconsin e dell’Illinois.
Rage Against The Machine

Di seguito altri messaggi di protesta, tra cui quelli di Cat Power, Liz Phair, Garbage, Finneas, Pearl Jam.

 

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