Lo scorso 20 marzo si è chiusa l’epoca di Tommy Shelby con l’uscita in streaming dell’attesissimo capitolo finale della serie creata da Steven Knight. Un film spinoff pieno di incognite che doveva regalare a Cillian Murphy la sua ultima volta nella Birmingham di metà Novecento e possibilmente dare nuova linfa vitale ad un titolo divenuto ormai cult per gli spettatori seriali, in special modo per i giovani maschi britannici.
Peaky Blinders: The Immortal Man aveva il difficilissimo compito di riportare su schermo l’immaginario della show rielaborandolo in una chiave diversa, visto il format del lungometraggio e la necessità di guardare al futuro, magari cominciando anche a mettere qualche tassello al posto giusto (come il casting di Barry Keoghan lascia immaginare). Un compito dalla difficoltà considerevole che il regista Tom Harper e soci hanno deciso di affrontare cominciando dall’impronta stilistica.
D’altronde Peaky Blinders ha avuto tra i suoi punti di forza una fortissima riconoscibilità, composta da tutte le componenti cinematografiche possibili – dalle interpretazioni alla regia, passando per montaggio e fotografia – con la musica ad occupare un posto d’onore. Basti pensare alla rinnovata fama acquisita da The Red Right Hand di Nick Cave & The Bad Seeds, brano di metà anni ’90 tornato in auge in quanto sigla della serie o al contributo di Anna Calvi. Guardando oltre, la colonna sonora dello show di Knight è sempre stata rinomata per le scelte originali, per la volontà postmoderna di reinterpretare classici e, in generale, per essere l’ingrediente fondamentale per creare un’atmosfera così particolare.
Una colonna sonora tra indie britannico e brani iconici
Visto il successo ottenuto già con il loro lavoro nella quarta stagione, Antony Genn e Martin Slattery sono stati scelti come i compositori della colonna sonora di Peaky Blinders: The Immortal Man che hanno composto la colonna sonora della quarta stagione della serie, hanno composto anche quella del film.
Ad affiancarli troviamo soprattutto Grian Chatten – frontman dei Fontaines D.C. -, che ha scritto e registrato cinque nuove canzoni appositamente per la pellicola insieme ai sodali Carlos O’Connell e Tom Coll, ma anche Amy Taylor degli Amyl and The Sniffers, i Girl In The Year Above, i Lankum e i McLusky. Tutti artisti affini e/o radicati con le sonorità e gli ambienti della Gran Bretagna (nonostante qualcuno abbia radici esterne) e chiamati a creare un impianto nuovo, ma in grado di dare continuità con ciò che è stato.
Il simbolo di questo leitmotiv è ancora una volta l’iconico brano di Nick Cave, che ha “riregistrato” interamente la canzone alla sua età attuale appositamente per una scena che visivamente fa il punto sul momento della vita di Tommy Shelby. Un modo per accompagnare al meglio una sequenza topica per tutta la storia di Peaky Blinders.
Tutti i brani di di Peaky Blinders: The Immortal Man
- Opening Scene / The Currency
- The Immortal Man
- Ruby’s Scarf
- Nobody’s Son – Amy Taylor, Tom Coll, Antony Genn & Martin Slattery
- No Heaven No Hell For Duke Shelby
- People Person – Mclusky
- Duke And Beckett Strike A Deal
- An Intruder In The House
- Ada And Duke
- Opium Dreams – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- Tommy, Kaulo And Kelda
- Black Dahlia – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- Beckett Tests Duke – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- Close The Door
- Dukes Descent
- A Hero’s Death – Fontaines D.C.
- Pig Pen
- Puppet – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- A Gun Is No Good
- Tommy vs. Duke
- St. Elizabeth’s Mortuary
- Confession – Antony Genn, Martin Slattery & Carlos O’Connell
- Stable Shootout
- Red Right Hand (Immortal) – Nick Cave
- The Bullet
- The Coin
- Teardrop – Girl In The Year Above
- Romance – Fontaines D.C.
- The Map
- Angel – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- The Tunnel – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- Medusa – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery
- Tommy vs. Beckett
- Father And Son
- Hunting The Wren (The Immortal Man Version) – Lankum & Grian Chatten
- Ellipsis – Grian Chatten, Antony Genn & Martin Slattery