Paul Weller
Paul Weller live all'Alcatraz di Milano, foto di Andrea Leone (2023)

Paul Weller: “Non sono un artista da museo e ho pagato un prezzo per questo”

The Modfather è fiero di non aver ascoltato i classici consigli che tutti gli artisti a lungo sulla piazza si sentono dare

In un’intervista riportata da NME, Paul Weller ha dichiarato di aver perso dei fan lungo la sua carriera solista per essersi da sempre schierato sul lato opposto rispetto al classico artista da museo, ovvero quello che per accontentare il pubblico suona dal vivo i brani che ne hanno contraddistinto la prima parte di carriera.

Weller si è fatto un nome negli anni ’70 e ’80 come leader di due note brit band, The Jam e The Style Council salvo poi intraprendere, dall’inizio degli anni ’90, una carriera solista durata fino ai giorni nostri. A chi lo vorrebbe cantare le hit di un tempo ha una risposta chiara.

Qualche anno fa c’era questa discussione sugli “heritage acts” [gli artisti che ripropongono i successi di gioventù ndr.]. Beh, non contatemi, non ne faccio parte. Ho dovuto battermi per non essere considerato tale. Considerala una mia piccola battaglia personale contro tutto ciò che ne è conseguito. Penso di aver perso un certo numero di fan negli ultimi 10 anni, tutti quelli che volevano ancora sentire le cose dei Jam. A questo punto se ne sono andati tutti, magari a sentire la band di Bruce Foxton [ex membro dei Jam] o altre realtà che li possono rendere felici in questo senso
Paul Weller, Desperately Seeking Paul

Nell’intervista concessa al podcast, The Modfather a tenuto fede al suo soprannome (“Mod” da modernista) consigliando ai colleghi di seguire i propri istinti piuttosto che seguire ciò che il pubblico si aspetta da loro.

Ne è valsa la pena perché si è dimostrata la cosa giusta da fare. Se semini in quella direzione, segui un piano che ti sei fatto, o quello che vorresti realizzare, da qualche parte arrivi. Ci arrivi. Certo, poi è facile farsi traviare da gente che ti dice ‘Forse dovresti fare così, o potresti fare colà. O suonare come quel vecchio album. No, devi seguire la tua vision, sempre se ce l’hai ancora
Paul Weller, Desperately Seeking Paul

L’ultimo album di Paul Weller – il sedicesimo -, Fat Pop (Volume 1), è uscito nel 2021 per Polydor/Universal Music. Il cantante lo ha registrato da remoto durante la pandemia dialogando a distanza con i membri della band. La formazione al completo si è in seguito trovata al Black Barn Studio, nel Surrey, lo studio di registrazione personale del frontman, per finire il lavoro (recensione di Marco Braggion).

Quattro gli appuntamenti italiani a supportarlo all’interno del tour europeo. Di cui cui uno all’Alcatraz di Milano che ha dato l’occasione al nostro Andrea Leone di scattare alcune fotografie.

Tracklist

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