Paul McCartney
Paul McCartney, foto di Mary McCarteny (2020)

Paul McCartney. Ritrovato il suo primo basso, la storia, gli aneddoti

Lo strumento, risalente agli anni di Amburgo e del Cavern, era stato rubato nel 1972 ed è stato rintracciato grazie a una campagna online

Dopo cinquantun anni è stato ritrovato il primo basso di Paul McCartney. Conferma ufficiale della notizia è arrivata dal sito dell’artista e dalla Hofner, la casa produttrice di strumenti tedesca che deve la sua fama universale prop2rio grazie all’endorsement del Beatle, sin dagli anni ‘60. Merito di una campagna online lanciata nel 2018 dal sito thelostbass.com, ovvero l’esperto liutaio di casa Hofner Nick Wass, a cui si sono uniti nel 2023 due giornalisti, Scott e Naomi Jones, il cui aiuto nelle ricerche e nel rendere la questione mediaticamente rilevante si è rivelato decisivo.

Il leggendario strumento era stato acquistato nel 1961 ad Amburgo, quando i Fab Four, ancora con Pete Best in formazione, soggiornarono per la seconda volta nella città tedesca, teatro dei loro anni formativi. McCartney, originariamente chitarrista, era dovuto passare allo strumento dopo la defezione del bassista originale Stuart Sutcliffe, talentuoso pittore prestato al rock’n’roll che aveva deciso di dedicarsi definitivamente all’arte (per morire tragicamente l’anno dopo a causa di un aneurisma celebrale). Per l’occasione, Paul aveva ordinato appositamente un basso mancino, modello 500/1, presso il negozio di strumenti Steinway di Amburgo, in contatto con la Hofner. Secondo le ricostruzioni si tratterebbe addirittura di un prototipo, dato che quel tipo di strumento non era ancora in regolare produzione per suonatori mancini.

McCartney lo utilizzò ininterrottamente dal 1961 all’ottobre 1963, quando entrò in possesso di un secondo modello, divenuto più famoso e iconico, che è lo strumento che usa ancor oggi e tutti conoscono. Ma cosa era successo a quel primo basso? Paul avrebbe continuato a tenerlo come basso di riserva sia in studio che dal vivo, restandovi affezionato al punto di farlo restaurare (pur con risultati che gli esperti ritengono disastrosi).

Il primo Hofner, riconoscibile rispetto al fratello più celebre dal diverso posizionamento dei due pick-up (entrambi allocati vicino al manico e non simmetricamente), appare in diverse immagini della carriera dei Beatles, non solo nei primissimi filmati al Cavern e nei servizi fotografici dell’epoca (oltre che nelle primissime registrazioni in studio, inclusa l’audizione per la Decca del 1962 e Love Me Do, nonchè i primi due album e i singoli fino a She Loves You), ma anche più avanti nella loro carriera, ad esempio nel videoclip di Revolution (1968) e, significativamente, in alcune sequenze del documentario Get Back.

Tuttavia, di quello strumento oggi inestimabile si persero le tracce già a partire da quel 1969; fino a ieri si è pensato che fosse stato rubato proprio durante le famose session contenute nel film di Peter Jackson, ma si è recentemente scoperto che in realtà era stato sottratto il 10 ottobre 1972 da un furgone lasciato ancora carico dopo un concerto da due incauti roadie nei pressi di Notting Hill, durante un tour dei Wings.

Venduto in un pub insieme ad altri due amplificatori, sarebbe poi entrato in possesso di una famiglia che, incredibilmente, lo ha abbandonato per anni in una soffitta insieme ad altri strumenti. Dettagli di cui si viene a conoscenza solo oggi e che sono emersi grazie all’investigazione dei due giornalisti, che ha portato all’identificazione dei vari protagonisti della storia (che restano rigorosamente anonimi) e, quindi, al clamoroso ritrovamento, avvenuto nel settembre scorso dopo che un’erede dell’”acquirente” ha riconosciuto nel vecchio basso che aveva in casa l’incredibile cimelio, mettendosi poi in contatto con lo stesso McCartney, che ha immediatamente riconosciuto il suo strumento.

In un’intervista concessa in esclusiva al sito olandese debassist.nl, Nick Wass ha raccontato e  reso pubblici tutti i dettagli della storia, iniziata a trapelare nei giorni scorsi sui tabloid in una ricostruzione parecchio fantasiosa, confermando al contrario l’autenticità del recupero e offrendo, inoltre, numerosi e veritieri dettagli sulla storia e sulle condizioni in cui il basso si trova attualmente. Dopo un indispensabile restauro (il manico è rotto, i pickup non funzionano, era stato adattato per essere suonato da un destro…), sarà presumibilmente rimesso nelle condizioni di poter essere nuovamente suonato dal suo felicissimo proprietario.

In un comunicato ufficiale, la Hofner ha definito questo come il più grande ritrovamento nella storia della musica. Trattandosi dello strumento che ha dato il via alla carriera di Paul McCartney come bassista nei Beatles, non è certo un’iperbole.

Non è la prima volta che strumenti rubati dalle mani di celebri proprietari vengono ritrovati: è il caso della Stratocaster di Billy Corgan, rubata ai tempi di Gish e ritornata in suo possesso nel 2019, nonché dell’ancor più famigerato caso delle numerose chitarre dei Sonic Youth, rubate in blocco nel 1999 e che continuano ancora a venir ritrovate dopo anni.

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