A distanza di qualche mese dalla pubblicazione del brano Stand and Deliver assieme a Van Morrison, Eric Clapton torna alla canzone “politica” assieme a quello che è stato in questi mesi il suo portavoce, l’architetto attivista anti-lockdown Robin Monotti Graziadei.
La scorsa primavera, Clapton, dopo aver accusato reazioni avverse a entrambe le dosi del vaccino AstraZeneca, si era espresso pubblicamente tramite l’amico definendo propagandistiche le campagne del Governo volte a incentivarne la somministrazione. Il suo scetticismo nei confronti dell’unica difesa che abbiamo nei confronti del Covid-19 si è poi legata alla strenua opposizione a ogni forma di lockdown e all’obbligo dei certificati vaccinali come requisito per accedere ai concerti e in generale a ogni forma di aggregazione.
Heart Of A Child, questo il titolo del nuovo brano in uscita (polemicamente) il giorno di Natale, vede la firma di entrambi e conterrebbe strofe in cui si fa apertamente riferimento almeno a uno dei sopracitati temi, come riportato da Rolling Stone America («We lost the love of a man / I was proud to know / They locked you down boy / Made you grieve alone / Turn off the TV / Throw your phone away / Don’t you remember / What your daddy used to say»). Nessuna sorpresa, dato che Monotti, prima di venir sospeso da Twitter, pubblicava sul suo account post come questi.
Riguardo al caso di Gabriele P., la cinquantacinquenne condannata a pagare le spese legali di un processo in cui è stata giudicata colpevole per aver cercato di vendere un suo bootleg via eBay, gli avvocati del musicista hanno fornito la loro versione sulla vicenda. Secondo i legali – che di episodi del genere, affermano, ne trattano svariati ogni anno – alla donna era stato intimato di togliere l’annuncio tramite una raccomandata spedita al suo indirizzo, leggiamo sul Guardian, lettera alla quale si sarebbe opposta, sicura del fatto che vendere un CD acquistato negli anni ’80 dal marito ora deceduto in una catena di negozi di dischi non costituisse di per sé reato, e dunque sfidando gli avvocati a farle causa qualora avessero deciso di procedere in tal senso. Cosa che, come sappiamo, è accaduta realmente.
Per Michael Eaton, manager di Slowhand, la vendita illegale di bootleg riguarderebbe nella sola Germania centinaia di esemplari, pratica da anni perseguita dai legali del chitarrista (e da altri artisti) tramite etichette discografiche e tribunali tedeschi. La differenza tra il caso Gabriele P. e quel che comunemente accade sta nell’azzardo della donna, afferma Eaton, che suo malgrado ha costretto i legali a portarla di fronte a un giudice. «In tutti gli altri casi – afferma – i costi a carico del trasgressore sarebbero stati minimi».