Nirvana
Nirvana (Foto: COS)

Nirvana. Il secondo brano della band creato da un software AI

Canzoni che lasciano molto a desiderare

Dopo l’inedito Smother dello scorso anno, è arrivato il secondo brano dei Nirvana creato da un’intelligenza artificiale. Si tratta di Drowned in the Sun, nato dal progetto Lost Tapes of the 27 Club, in cui si utilizza il software AI per creare canzoni nello stile di musicisti morti all’età di 27 anni, dell’organizzazione Over the Bridge di Toronto, che aiuta i membri dell’industria musicale con malattie mentali.

Come spiegato a Rolling Stone da Sean O’Connor, un membro del consiglio di amministrazione di Over the Bridge, il programma AI di Google Magenta è stato utilizzato per analizzare la musica della band grunge e creare la traccia strumentale, mentre una rete neurale artificiale ha generato il testo, poi cantato da Eric Hogan, frontman di una tribute band dei Nirvana di Atlanta. Altri musicisti che hanno ricevuto il trattamento AI sono stati Amy Winehouse, Jim Morrison dei Doors e Jimi Hendrix.

A giudicare dall’ascolto del brano, una blanda e anonima versione di Come as You Are, veicolata da un testo banalmente à la Cobain («I don’t care/ I feel as one, drowned in the sun»), si può dire che le nuove tecnologie sappiano sì ricopiare gli stilemi del gruppo di Seattle, seppur in modo troppo pedissequo e nondimeno mostrando una certa povertà di idee da far sentire la mancanza di quel fattore umano capace di fare la differenza. E non va certo meglio con le tracce degli altri artisti, tanto piatte da sembrare nel complesso delle outtake scartate – roba da far rimpiangere le cover band, e abbiamo detto tutto.

Magenta è stato alimentato con 30 canzoni in formato MIDI di ogni artista. Il programma ne ha così «analizzato il range di note, le stranezze ritmiche e le preferenze armoniche», traducendo «il pitch e il ritmo in un codice digitale che può essere inviato a un sintetizzatore per ricreare una canzone».

Abbiamo preso dalle 20 alle 30 canzoni in formato MIDI per ognuno degli artisti e le abbiamo suddivise secondo le categorie di frasi musicali, assolo, melodia vocale e chitarra ritmica. Se si mettono intere canzoni nel programma, questo comincia a essere davvero confuso su ciò che si dovrebbe suonare in un determinato stile. Ma se si utilizzano solo un mucchio di riff, produrrà circa cinque minuti di nuovi riff scritti dall’IA, il 90 per cento dei quali è davvero brutto. Da qui si inizia ad ascoltare e a trovare piccoli momenti interessanti
Sean O’Connor

Oltre alla sensibilizzazione sulle risorse per la salute mentale, Michael Scriven, rappresentante della Lemmon Entertainment il cui CEO è nel consiglio di amministrazione di Over the Bridge, spera che tutto ciò possa inoltre sottolineare quanta mole di lavoro umano serva nel processo («Un sacco di gente può pensare che si possa arrivare a sostituire i musicisti, ma intanto il numero di esseri umani che sono necessari solo per arrivare ad un punto in cui una canzone è ascoltabile è in realtà molto significativo»). Di seguito lo streaming dei brani.

Nirvana – Drowned in the Sun

Amy Winehouse – Man, I Know

The Doors – The Roads Are Alive

Jimi Hendrix – You’re Gonna Kill Me

Tracklist

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