Lars Ulrich dei Metallica ha annunciato la scomparsa del padre, Torben Ulrich, venuto a mancare all’età di 95 anni. Il figlio lo ha ricordato con una serie di foto sia recenti che tratte dalla sua infanzia.
Nato in Danimarca nel 1928, Torben Ulrich è noto principalmente per essere stato un tennista professionista. Attivo dalla fine degli anni ’40, ha disputato circa un centinaio di partite di Coppa Davis. Tra i suoi risultati migliori, le semifinali di doppio a Wimbledon nel 1959 e di doppio misto agli US Open nel 1969.
Non solo uno sportivo, ma anche un grande amante dell’arte in generale: balletto, poesia e musica tra le altre sue passioni. Era un musicista jazz e un critico musicale per alcuni giornali danesi.
Risale al 2021 il suo ultimo album Oakland Moments: Cello, Voice, Reuniting (Rejoicing), con le sue poesie e le performance di Lori Goldston, la violoncellista dei Nirvana unplugged.
Ha anche diretto due film, The Ball and the Wall con Gil de Kermadec nel 1988 e Body & Being: Before the Wall con Rick New e Molly Martin nel 2002. Inoltre, è apparso in due pellicole di Jørgen Leth: Motion Picture (1969) e Moments of Play (1986).
Insomma, un personaggio poliedrico che ha avuto un ruolo importante nella vita del figlio. Passioni che ha infatti trasmesso a Lars, prima il tennis e poi la musica. Negli anni ’90, parlando del padre il batterista dei Metallica ha rivelato:
Papà era sempre il ballo con la musica. Frequentava Sonny Rollins, Don Cherry e Dexter Gordon. Quest’ultimo è il mio padrino. Da piccolo giocavo con Neneh Cherry il cui patrigno, Don Cherry, abitava a sei case di distanza da casa nostra a Copenaghen. Frequentavamo gente così. Anche se si guadagnava da vivere col tennis, scriveva di jazz sui giornali di Copenhagen. Sullo stereo di casa c’erano sempre Miles Davis e Ornette Coleman, e più tardi i Doors e Jimi Hendrix.
Lars Ulrich
Per quanto riguarda i Metallica, l’ultimo album, 72 Seasons, è stato pubblicato lo scorso 14 aprile. La recensione è a cura di Antonello Comunale.