Tony Allen

Morto Tony Allen, batterista afrobeat per definizione

È morto a Parigi per un aneurisma aortico addominale, Tony Oladipo Allen, batterista afrobeat per definizione, motore degli Africa ’70, incredibile session man e straordinario musicista

È morto a Parigi per un aneurisma aortico addominale, Tony Oladipo Allen, batterista afrobeat per definizione, motore degli Africa ’70 di Fela Kuti, incredibile session man e straordinario musicista. Deceduto ieri, 30 aprile, alle soglie degli 80 anni (era nato a Lagos il 20 luglio del 1940), Allen ha lavorato instancabilmente, sia in studio che dal vivo, sia come session man che come autore, praticamente fino alla fine (di seguito lo trovate in collegamento da casa per la listening session dell’album Rejoice – la registrazione è del 28 aprile). Ad annunciarne il decesso è il manager, riporta la BBC. 

L’ultimo album solista del batterista nigeriano The Source risale al 2017 («Undici tracce che spaziano in 50 anni di jazz»), mentre dell’anno successivo è Tomorrow Comes The Harvest, EP nato dalla collaborazione con Jeff Mills. Allen ha inoltre collaborato con tanti altri grandi della musica contemporanea, con Damon Albarn nei The Good, the Bad & the Queen e Rocket Juice & the Moon, con Moritz Von Oswald e il suo Trio in Sounding Lines, Jimi Tenor in Inspiration/Information e la lista potrebbe continuare a lungo elencando Sébastien Tellier, Grace Jones, Charlotte Gainsbourg, Air, Gonjasufi e tanti altri ancora. Di quest’anno è infine il sopracitato Rejoice, che contiene una registrazione del 2010. Si tratta della collaborazione con il compianto musicista sudafricano Hugh Masekela. Del 2013 è invece Tony Allen: Master Drummer of Afrobeat, la sua autobiografia.

Il suo motto? I never stop experimenting. I need to move forward.

Tracklist

Ti potrebbe interessare