Accesso vs possesso? Nonostante l’ovvia crescita esponenziale dello streaming, nei primi nove mesi del 2015 il formato fisico non ha subito flessioni di vendita. Questo accade in Italia, e lo certifica la ricerca di Deloitte pubblicata sul sito ufficiale della FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana).
I dati parlano chiaro: l’intero mercato discografico italiano ha fatto registrare un +25% di fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo delta positivo è parzialmente influenzato dalla diffusione delle piattaforme streaming (+45%) e dall’ormai consolidata rinascita del vinile (+74%, il 4% dell’intero mercato), ma il dato veramente sorprendente è il +23% dei formati fisici, talmente sorprendente che merita qualche spunto d’analisi in più, anche perché è un caso più unico che raro (in USA il CD è in costante caduta libera, -10,6% rispetto all’anno scorso).
Va certamente evidenziato che le cifre relative alla musica internazionale sono in linea con quelle dello scorso anno (+1%) e che a fare la differenza è principalmente la musica italiana con un importante +79%. Questo potrebbe essere dovuto principalmente a due fattori:
1) Un numero maggiore, rispetto al 2014, di uscite discografiche degli artisti di maggior successo della canzone italiana.
2) L’estrema diffusione, tra gli artisti italiani, dei firmacopie. Una pratica che è una gallina dalle uova d’oro e che permette di vendere anche migliaia di copie in un unico evento in-store nelle grandi catene. Ovviamente tutto registrato nel campione GFK, che invece non include, ad esempio, molti negozi indipendenti e la musica venduta nei banchetti merchandise. L’argomento firmacopie è già stato trattato all’interno dell’articolo “L’ennesima disfatta del mercato discografico italiano – Aggiornamento di metà 2015“)
Nonostante questi due fattori che in qualche modo “drogano” i risultati positivi, rimane una fotografia che testimonia una insperata abbondanza, che ritroviamo anche tra gli album più venduti dell’anno: nel momento in cui scriviamo, nel 2015 sono sei gli album con più di 100.000 copie vendute (tutti oltre le 140.000 copie tra l’altro) mentre ad inizio novembre 2014 era solo uno (attorno alle 105.000 copie). In ottica periodo pre-natalizio, poi, la situazione è ancora più promettente, tanto che a fine 2015 potrebbero anche essere 15-20 gli album oltre le 100.000 copie vendute. Lo scorso anno furono undici.