Ieri 5 dicembre, il Roundhouse di Londra è stato il palcoscenico di Mark Lanegan – A Celebration, uno speciale tributo organizzato per commemorare quello che sarebbe stato il 60° compleanno di uno degli artisti più iconici della musica contemporanea.
Presentato dalla Mark Lanegan Foundation e Kilimanjaro Live, l’evento ha visto la partecipazione di un cast stellare: Josh Homme e Troy Van Leeuwen dei Queens Of The Stone Age, Dave Gahan dei Depeche Mode, Chrissie Hynde dei Pretenders, Bobby Gillespie dei Primal Scream, Greg Dulli degli Afghan Whigs, Alison Mosshart dei Kills e i Soulsavers come resident band.
Dave Gahan, in un’intervista ad NME, ha ricordato il profondo legame che lo univa a Lanegan, anticipando la sua emozionante performance. Durante la serata, il frontman ha duettato con Josh Homme in una struggente versione di One Hundred Days, per poi eseguire brani come Kingdoms Of Rain, Revival, Hit The City e Sideways in Reverse. Quest’ultimo pezzo è stato introdotto dalla registrazione di Twelve Gates to the City, con la voce dello stesso Lanegan, regalando al pubblico un momento di commozione.
Greg Dulli ha proposto una vibrante interpretazione di Methamphetamine Blues dall’album Bubblegum (2004), oltre a The Stations dei Gutter Twins, il progetto che condivideva con Lanegan nei primi anni 2000 (l’unico album a loro firma è stato Saturnalia).
Bobby Gillespie ha emozionato con una cover degli Screaming Trees, Sworn And Broken, brano del 1996.
La serata ha rappresentato molto più di un semplice concerto: è stata un omaggio profondo e sentito alla carriera di Lanegan, una delle voci più inconfondibili e iconiche degli ultimi trent’anni. Tra musica e parole, amici intimi e collaboratori hanno condiviso storie personali e aneddoti, regalando al pubblico un ritratto intimo e potente dell’artista. Il Roundhouse, teatro della sua ultima esibizione londinese, si è rivelato la cornice perfetta per celebrarne la vita, opera e mito.
