Se n’è andata a 78 anni Marianne Faithfull, cantante, attrice e icona degli anni ’60 nella “swingin’ London”, città nella quale, come rivela la nota riportata del portavoce che annuncia la notizia, la cantante “si è spenta serenamente”. Notata dall’allora manager dei Rolling Stones, Andrew “Loog” Oldham, e lanciata con uno dei primi brani originali scritti dal duo Jagger-Richards, As Tears Go By, la cantante ha vissuto un grande successo negli anni ’60 sia come cantante che come attrice, un successo ampliato dai tabloid ben contenti di raccontare la relazione col cantante degli Stones e soprattutto lo scandalo dell’arresto per droga nella casa di Richards che le creò più di qualche problema.
Dopo aver ispirato Jagger per Sympathy For The Devil e aver co-scritto Sister Morphine, negli anni ’70 la fine della relazione col cantante e soprattutto gli abusi la portarono a un periodo di oscurità dal quale uscì prima con l’inatteso successo di un disco contry in Irlanda nel 1975 e poi nel 1979 col grande ritorno di Broken English, capolavoro caratterizzato dalla sua voce, segnata e resa più intensa dall’abisso attraversato in quegli anni.
Da lì in avanti, una carriera regolare condotta secondo due direttrici principali: la capacità di interagire con la contemporaneità e quella di guardare al passato nobile e colto della canzone.
La prima c’era già quando ha esordito appunto con un brano scritto da uno dei gruppi del momento e quando è tornata in piena epoca new wave con un album in quello stile, ed è continuata nel disco con Angelo Badalamenti e nel rapporto con i giovani musicisti come Damon Albarn, PJ Harvey, Nick Cave, Ed Harcourt e altri iniziato nel 2002 con l’album Kissin’ Time.
Per la seconda, incontrato Hal Wilner negli anni ’80 quando realizzò l’acclamato tributo a Kurt Weill al quale donò un’intensa Ballad of the Soldier’s Wife, è diventata illustre interprete del compositore tedesco dedicandogli due dischi (e la sua partecipazione a The Wall – Live in Berlin di Roger Waters per la Weillianissima The Trial ne fu conseguenza).
Negli anni ha combattuto altre dipendenze, è tornata a fare l’attrice (con apprezzate partecipazioni tra le altre in Maria Antonietta di Sofia Coppola e in Irina Palm), ha ricevuto il Women’s World Award nel 2009 e l’onoreficenza francese dell’Ordine delle Arti e delle Lettere, ha affrontato un tumore al seno, un’epatite e il Covid e ha continuato a collaborare con i tanti artisti, giovani, coetanei e di ogni età, che l’apprezzavano.
Il suo ultimo album, She Walks in Beauty, del 2021, è nato da una collaborazione con Warren Ellis. Del 2023, la raccolta The Faithful: A Tribute to Marianne Faithfull, una raccolta di omaggi da parte di Bush Tetras, Tanya Donelly e altri.