Se da una parte continua il restauro della sua opera – vedi il recente Strade perdute / Lost Highway – dall’altra David Lynch è oggetto di nuovi documentari e delle continue attenzioni da parte della comunità registica internazionale.
L’ultimo di questi è un girato particolare curato da Alexandre O. Philippe, già al lavoro su pellicole di questo tipo, ovvero analisi e riletture di saghe, carriere o episodi della storia del cinema secondo un taglio particolare. Suo Memory: The Origins of Alien, a proposito del noto franchise, e 78/52: Hitchcock’s Shower Scene, incentrato sulla scena più iconica del maestro del brivido. Anche la pellicola dedicata a Lynch presenta un’angolazione inedita e intrigante.
Cosa lega il cineasta e il musical Wizard of Oz / Mago di Oz di Victor Fleming? Fleming, noto anche per Via Col Vento, ha pubblicato entrambe le pellicole nel 1939, due classici della storia del cinema con la prima resa immortale anche dall’interpretazione della protagonista, Judy Garland, di Somewhere Over the Rainbow.
Secondo i protagonisti del documentario, le cui dichiarazioni sono il sale del trailer, il Mago di Oz è un film chiave per comprendere l’opera di Lynch. E lo dicono i registi e critici come Amy Nicholson, Rodney Ascher, John Waters, Karyn Kusama, Justin Benson, Aaron Moorhead e David Lowery.
Quest’anno, oltre alla nuova versione di Strade perdute, era stata paventata la possibilità che un nuovo film del cineasta fosse presentato alla scorsa edizione del festival di Cannes. Lo stesso Lynch ha smentito i rumor in un suo Weather Report. Su queste pagine potete leggere la nostra recensione Classic di The Elephant Man, a sua volta tornato in sala nel 2020 restaurato in 4K per il 40° anniversario.
Nell’autunno 2021, per celebrare il suo 20° anniversario, Mulholland Drive era tornato nelle sale italiane dal 15 al 17 novembre, anch’esso restaurato in 4K per l’iniziativa promossa dalla Cineteca di Bologna.
Su SA potete leggere inoltre le recensioni di Velluto blu, di cui lo scorso anno ricorreva il 35° anniversario dell’uscita, e di INLAND EMPIRE, oltre a un approfondimento sul rapporto di David Lynch con la musica.