In una newsletter inoltrata ai fan, Lorde si accoda a una già nutrita lista di artisti che hanno denunciato la pesante situazione che affligge la maggioranza dei tour. Parliamo di musicisti e band dallo status medio-piccolo, non di grossi big, che non possono contare su un grosso pubblico e permettersi di giocare sul prezzo del biglietto, ovvero ci riferiamo alla stragrande maggioranza dei musicisti che si ritrova sulla bilancia costi e ricavi una somma zero nella migliore delle ipotesi.
La popstar dettaglia alcuni costi aumentati a dismisura rispetto all’epoca pre-pandemica, soprattutto logistici: trasportare un palco in giro per il mondo costa tre volte tanto, viaggiare costa di più e così alloggiare in alberghi. «Se i profitti scendono per artisti come me, va bene, sono fortunata», scrive nel messaggio alludendo ai suoi 20.000 biglietti strappati alla data londinese, «se vendi meno di me, andare in tour diventa una lotta forsennata per andare a pari coi conti o far fronte a dei debiti».
Va da sé che per una fascia di artisti indipendenti che pure intraprendono tour internazionali all’interno di un circuito di piccoli club, la tournée diventa un’opzione da scartare a priori. «È un’economia che non ha senso», continua l’artista, allargando lo sguardo anche su lavoratori e promoter dello spettacolo, a loro volta danneggiati dalla situazione.
«Avrete notato che nell’ultimo anno molti artisti hanno cancellato concerti citando come causa la salute mentale, sono convinta che abbia a che fare con lo stress derivante dalla situazione che vi ho descritto», afferma Lorde, che completando il suo ragionamento su costi e ricavi evidenzia come gli artisti medio-piccoli non possano giocare sul prezzo come i loro colleghi più famosi. «Per far fronte anche solo a una parte dei costi, il prezzo dei biglietti dovrebbe adeguarsi, ma chi se la sente di chiedere altri soldi a un pubblico già terrorizzato?».
Su SA trovate la recensione della discografia di Lorde, a partire dall’articolo di Nino Ciglio dedicato all’album Solar Power.