In un’intervista rilasciata dagli U2 al Washington Post in occasione del ritiro del prestigioso Premio Kennedy, c’è una voce fuori dal coro, quella del batterista Larry Mullen jr. il quale ha annunciato che se la band si esibirà dal vivo l’anno prossimo dovrà farlo senza di lui. Nessuno strappo all’interno del gruppo, pare, ma una decisione dovuta al suo stato di salute. Il membro che per primo ebbe l’idea di formare la band col famoso annuncio affisso sulla bacheca della sua scuola ha affermato che dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico per poter continuare a suonare, il che a questo punto diventa un bel problema perché i quattro nel 2023 dovrebbero esibirsi a Las Vegas nella nuovissima e avveniristica arena al coperto MSG Sphere. C’è da dire però che nell’articolo del WP la frase del drummer non è virgolettata.

In quarant’anni e passa, una sola volta gli U2 sono saliti sul palco senza un loro componente originario, ovvero la sera del 26 novembre 1993 quando, in Australia, il bassista Adam Clayton marcò visita per problemi legati all’alcol (lo sostituì il suo tecnico del suono), rischiando di far saltare le prove generali per le riprese video del film-concerto ZOO TV Live From Sydney.

La dichiarazione di Mullen, come detto, non dovrebbe essere legata a problemi con i suoi compagni di band, ma se associata alle sue parole dette nel prosieguo dell’intervista, qualche allarme nei fan potrebbe farlo scattare, anche perché tali parole sembrano manifestare una certa insofferenza per le attuali dinamiche decisionali in seno al quartetto, che sarebbero meno “democratiche” rispetto al passato: «Fai questo lavoro solo se ti diverti – ha affermato il musicista – e non tutti sono in grado perché il prezzo è molto alto. Credo che la sfida sia cercare di essere più generosi, di favorire l’apertura nel processo. Io sono autonomo e do molto valore alla mia autonomia. Non canto lo stesso inno e non prego lo stesso Dio. Ognuno ha i suoi limiti».

Gli U2, per bocca di Bono, hanno recentemente parlato di possibile nuovo materiale in uscita a stretto giro, e lo stesso vocalist ha appena terminato il suo tour solista in supporto dell’autobiografia Surrender: 40 songs, one story, per cui uno degli appuntamenti promozionali è stata la recente comparsata al programma TV di Rai3 condotto da Fabio Fazio, Che Tempo Che Fa.