Novoselic
Krist Novoselic, still da un'intervista per il Tonight Show di Jimmy Fallon (2014)

Krist Novoselic parla dei Nirvana e del suo futuro

L'ex bassista dei Nirvana ha ricordato in un'intervista la sua ex band e la morte di Kurt Cobain, e ha parlato del suo futuro con i Giants In The Trees, il suo nuovo gruppo in cui suona anche la fisarmonica.

Krist Novoselic, ex bassista dei Nirvana, ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Kerrang! nella quale ha in larga parte parlato della sua ex band. In particolare, alla domanda su come abbia affrontato la morte di Kurt Cobain, il musicista ha risposto: «Ho impiegato molto tempo. Fu davvero traumatico. Quella cosa mi depresse. Ebbe effetti terribili. Ci furono anche altre cose nella mia vita che mi trattennero. Ma alla fine, il tempo guarisce e si finisce per affrontarlo. Alla fine, si viene a patti con le cose…ma non lo so, davvero. Devi solo cercare di essere positivo».

Poi ha ricordato come si stesse nella band: «Ci piaceva tanto suonare insieme. È stata la nostra salvezza, credo. Amare la musica pop, non essere troppo dogmatici, avere tanti differenti tipi di canzoni, e provare a divertirci il più possibile. Avevamo sense of humor. La nostra musica poteva essere oscura, intensa, minacciosa, ma anche leggera e melodica. Credo sia stata questa la chiave di tutto». Mentre su quale fosse il loro segreto, ha affermato: «Le melodie e i ganci. C’era anche la potenza e la diversità. Stavo ascoltando Milk It (canzone tratta da In Utero, terzo e ultimo album della band pubblicato nel 1993, recensione su SA di Stefano Solventi, streaming del brano alla fine dell’articolo) l’altro giorno. È una canzone davvero sinistra, ma cattura l’immaginazione in modi diversi. Kurt era così intenso, e si sentiva nei dischi. Quella canzone è un buon esempio di quell’intensità e del perché per quella non c’è un video, era tutto basato sull’immaginazione». Di Nevermind (recensione su SA di Stefano Pifferi) Novoselic ha invece detto: «Penso che suoni ancora davvero bene. È bello ricordare Kurt, ma molte sono le cose che saltano fuori quando lo ascolto, ed è strano dopo 25 anni».

Novoselic, oltre a ricordare gli Sweet 75 – band che formò subito dopo la fine dei Nirvana («Non andò molto bene, in quel disco c’erano parecchi momenti autoindulgenti, anche se non tutto era da buttare»), ha parlato dei Giants In The Trees, la sua nuova band formata l’anno scorso insieme a Jillian Raye, Erik Friend e Ray Prestegard, in cui suona anche la fisarmonica. E alla domanda sui prossimi obiettivi professionali, ha risposto: «In questo periodo in cui siamo in tour ho a che fare con un sacco di cose che mi mettono di buon umore. Faccio un’infinità di selfie e firmo un’infinità di dischi dei Nirvana. Ma quello che più conta è che se all’inizio la gente veniva ai nostri concerti principalmente per vedere me, adesso vengono per vedere noi. Gli show sono buoni e devo dire che la cosa mi rende piuttosto felice».

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