Keith Richards a Esquire: «tutto è influenzato dal blues»

Keith Richards ha regalato più di una perla, durante un'intervista a Esquire.

In una recente intervista concessa a Esquire in occasione dell’uscita del suo nuovo album, Crosseyed Heart, Keith Richards ha dichiarato che la forza del blues, in particolare di quello più essenziale e diretto, è ancora incredibilmente potente. «Tutto, dal jingle più inutile al rap, è influenzato dal blues», ha affermato il chitarrista dei Rolling Stones, «in pratica, penso che il blues sia l’unica musica originale esistente».

E’ sembrato questo il tema attorno a cui hanno ruotato gli altri argomenti dell’intervista, dalla vita on the road all’importanza di continuare nel solco della tradizione. Ci sono almeno un paio di passaggi interessanti da citare: quello in cui Richards riporta una frase di Buddy Guy – che lo ringrazia «per aver salvato e riportato in vita il blues in America» («è una gran cosa», ha rimarcato il chitarrista degli Stones, «se pensi che il piano iniziale era quello di portare il blues di Chicago a Londra») – e quello in cui prende le distanze da tutta l’ondata psichedelica che ha invaso l’Europa tra ’66 e il ’67, culminata nell’album dei Beatles, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e dei Rolling StonesTheir Satanic Majesties Requesti Beatles suonavano alla grande quando erano i Beatles. Ma non c’erano grosse radici, in quella musica. Se eri i Beatles negli anni ’60 venivi letteralmente trascinato altrove, dimenticando quello che volevi fare davvero. Iniziavi [dischi come] Sgt. Pepper. La gente pensa che quel disco sia geniale, io penso il contrario, è un’accozzaglia di spazzatura, un po’ come per noi [è stato] Satanic Majesties. Della serie: “Oh, se potete fare un sacco di cazzate, beh possiamo farle anche noi”»).

Divertente anche l’aneddoto del diverbio con l’ex bassista degli Stones, Bill Wyman, reo di essersi lamentato perché la targa appesa qualche mese fa alla stazione di Dartford per celebrare il primo incontro tra Mick Jagger e Keith Richards non lo cita tra i fondatori della band  («non capisco per quale motivo si sia arrabbiato. Bill non c’era quando la band si è formata. Ian Stewart ha formato la band»).

Per l’intervista completa vi rimandiamo all’articolo di Esquire.

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