Karate
Karate, still dalla performance per Supersonic di MTV (2002)

Karate. Lo streaming integrale della performance per Supersonic, MTV Italia, del 2002

La storica band di Farina sul palco di Supersonic

Ricordando il commento senza peli sulla lingua («Che schiffo!») rivolto ai nostrani Gemelli Diversi da un Dave Grohl ospite di TRL Italia di MTV nel 2002, abbiamo colto anche l’occasione per fare il punto sulle televisioni musicali italiane del passato. Una serie di programmi, come dicevamo nell’articolo, capaci di mescolare mainstream e scena indipendente, riuscendo con nonchalance – e nonostante tutti i limiti delle situazioni – a far passare per il tubo catodico anche sonorità molto innovative.

Tra queste va sicuramente menzionata Supersonic condotta dal Vj molto in voga all’epoca Enrico Silvestrin, trasmissione settimanale andata in onda su MTV Italia nella prima metà dei Duemila che dava largo spazio alla musica live: uno studio costruito con lo stile di una sala prove e un presentatore che tra un’esibizione e l’altra intervistava gli artisti ospiti della puntata. Per spiegare meglio il discorso iniziale, in alcuni anni di vita si sono succeduti sul placo del programma musicisti anche molto distanti tra loro, da Elisa alla band ska italiana Persiana Jones, o ancora dai Placebo a Piero Pelù, passando per Laura Pausini e Mark Lanegan, e fino a Blur, America Hi-Fi, Negrita, Sum 41 e Timoria. Lo show conteneva anche una striscia dedicata alle recensioni di dischi affidate ai ragazzi del pubblico in studio e un inviato in collegamento ad un concerto. Tra l’altro, dava anche la possibilità ai telespettatori di poter inviare demo o dischi che sarebbero poi stati commentati in trasmissione.

Nella puntata del 31 gennaio 2002, Silvestrin annuncia l’esibizione niente di meno che dei Karate di Geoff Farina, formazione post-core di Boston capace di mescolare creatività punk, etica hardcore e suoni emozionali spesso veicolati da un toccante passo slowcore. La band era impegnata in un tour europeo e di lì a poco avrebbe calcato anche alcuni palchi italiani, come quello del Barcsòn Vècc di San Martino Spino, in provincia di Modena, il 24 febbraio, live dal quale verrà ricavato nel 2003 un CD per l’italiana Fooltribe Records.

Con alle spalle album che hanno lasciato un segno indelebile nel genere – tra cui l’omonimo debutto del 1996 e l’epocale In Place of Real Insight dell’anno seguente – la band presenta dal vivo tre brani, di cui due tratti dal lavoro in studio che avrebbe pubblicato da lì a qualche mese, Some Boots, disco che ne sposterà il baricentro su sonorità maggiormente ricercate, quiete e più dilatate. Ne è un perfetto esempio l’apertura con Original Spies, quieti sentori fugaziani swingati e arricchiti da brevi assolo piuttosto classici, mentre si erge l’inconfondibile il taglio vocale di Farina. La seconda traccia è un vero tuffo al cuore, ovvero una malinconica e commovente Today or Tomorrow ripescata da In Place of Real Insight, che scivola su sospensioni da brivido.

Arriva quindi il momento dell’intervista – un po’ leggerina a dire il vero – con un Silvestrin autoproclamatosi fin da subito grande fan del gruppo e che inizia il breve scambio con un velo di retorica sinceramente evitabile («Pensavo che non fosse possibile avervi qui e nel momento in cui mi hanno detto che sareste venuti è stata un po’ una liberazione per me»). Alla domanda se il nuovo album in uscita ritornasse alle sonorità più dirette del passato o se invece fosse jazzato come il precedente Unsolved del 2001, il frontman risponde che sarà «una sorta di via di mezzo tra i due stili». L’ultima domanda affronta invece il motivo per cui, mentre in quel periodo andassero per la maggiore sonorità veloci e compresse, loro, come gli Spain o i Low, avessero scelto di rallentare il tempo. Farina spiega quindi come non si tratti di una scelta premeditata ma – forse anche come per le altre band citate – di una direzione del tutto spontanea.

Dopo lo stacco pubblicitario e la ripresa con Silvestrin ad annunciare il live a Supersonic di Alanis Morissette per il successivo 7 febbraio, un ultimo brano dei Karate, ovvero il soffuso tiro jazzato di Airport, che finirà anch’esso nella scaletta del disco in uscita. Di seguito lo streaming integrale.

Riguardo alla band di Farina, sulle nostre pagine potete recuperare l’ascolto integrale dei sopracitati album, Karate e In Place of Real Insight, entrambi quest’anno ristampati in vinile dalla benemerita Southern Records. Su SA potete inoltre leggere la recensione dell’ultima fatica in studio della band, Pockets del 2004, come anche quella di In The Fishtank 12, album di cover uscito nel 2005 come parte della serie In The Fishtank di Konkurrel Records, entrambe firmate da Edoardo Bridda.

Tracklist

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