Kanye West ha esagerato. La candidatura politica, l’appoggio di Trump, il divorzio con Kim Kardashian e il conseguente dissing social rivolto a lei e al suo (ora ex) compagno Pete Davidson, l’addio ufficiale a GAP, la Donda Academy, sono pura stravaganza in confronto alle pesanti dichiarazioni del rapper, che ha ammesso lo scorso anno di soffrire di bipolarismo ma non ne vuole sapere di sottoporsi alle terapie del caso.
Di recente il miliardario ha affermato che George Floyd è morto a causa del Fentanyl e non perché soffocato dalla polizia, con un processo e una condanna già inflitta a dimostrare il contrario. Non contento, si è mostrato più volte in pubblico con una maglietta con la scritta “White Lives Matter” ribadendo la sua controversa posizione nei confronti del Black Lives Matter. Spingendosi oltre la crociata contro le battaglie della sua stessa gente, West ha inoltre alzato il livello della polemica prendendo di mira ebrei e Israele, arrivando a contrariare persino Trump, che in passato lo aveva incontrato credendolo suo fan. Il pensiero dell’ex Presidente è stato riportato informalmente da fonti di Rolling Stone America e si riferisce alle dichiarazioni del rapper che sosteneva di «alzare a livello 3 l’attacco agli ebrei», dichiarazioni che lo hanno portato a un doppio blocco sulle piattaforme di streaming, prima su Instagram e poi su Twitter, affermazioni e teorie cospirative al centro inoltre di un’intervista concessa a Tucker Carlson mai andata in onda proprio per il suo contenuto antisemita.
Dopo Gap, nelle scorse settimane il milionario contratto con Adidas per la vendita esclusiva delle scarpe Yeezy era in forse, e non certo perché quest’ultimo avesse mostrato un video porno durante un meeting dell’azienda, idem quello con Balenciaga. Ora è ufficiale, entrambi i brand hanno terminato il contratto con il rapper. È la CNN a riportare la notizia, specificando le ragioni del noto brand di scarpe sportive: «Adidas non tollera l’antisemitismo e ogni altra forma di incitamento all’odio» e pertanto considera le affermazioni di West come «inaccettabili e pericolose». Il brand ha inoltre comunicato di aver interrotto sia la vendita che la produzione dell’intera gamma di prodotti Yeezy ma anche i pagamenti alle aziende di West, stimando una perdita di fatturato per l’ultimo trimestre del 2022 di 246 milioni di dollari.
Non solo il mondo della moda prende le distanze dal rapper, ma anche la sua booking agency Creative Artists Agency e il suo avvocato, Camille Vasquez, la stessa che ha seguito Johnny Depp nella causa per diffamazione contro Amber Heard.
Su SA trovate un lungo approfondimento sulla controversa e un tempo geniale figura di Kanye West a firma di Luca Roncoroni, oltre alle recensioni dei suoi album, che potete recuperare nella pagina dedicata.