I Public Image Ltd. sono nel pieno del tour con il quale stanno festeggiando i loro quarant’anni di attività, ricorrenza celebrata anche con la pubblicazione – lo scorso 20 luglio – del box set The Public Image Is Rotten (Songs From The Heart) (accompagnato da un omonimo documentario), e nella pausa tra la leg europea (con toccata e fuga anche in Giappone) e quella nordamericana in partenza il 9 ottobre da New Orleans, il leader John Lydon è stato intervistato dal New York Times. Com’è facile immaginare, l’ex Sex Pistols non si è fatto pregare per dire la sua senza peli sulla lingua, in una chiacchierata a 360 gradi che ha riguardato il presente ma anche gli anni dell’artista durante la stagione del punk, e finanche l’attuale situazione politica.
Si è partiti, però, dalla stretta attualità e in particolare Lydon ha voluto rassicurare tutti sul proprio stato di salute, dopo essere finito recentemente al centro delle attenzioni dei tabloid per il suo girovita a dir poco prominente. «John Lydon, 62 anni, è a malapena riconoscibile», aveva scritto il Daily Mail facendo riferimento all’evidente stato di sovrappeso dell’artista, aggiungendo che «sembra distante anni luce dai suoi giorni migliori». Ma lui ha spiegato che il fatto di ingrassare sarebbe dovuto esclusivamente a problemi di tiroide.
Quello che invece il cantante riesce meno a controllare è la paura di salire sul palco: sì, anche un performer navigato come lui può avere l’ansia da prestazione. «Soffro ancora di attacchi di panico prima di ogni concerto. L’idea di rendermi scemo per spiazzare il pubblico è una specie di tortura che mi autoinfliggo ogni volta». Ma Johnny Rotten è tornato anche sugli anni d’oro del punk. «Il motivo per cui me ne sono allontanato è che era diventato un clichè, e io volevo fare cose nuove e differenti, che è poi quello che il punk ha insegnato: fallo da te, che significa sii onesto con te stesso». Non a caso il carismatico frontman ha sparato a zero anche contro le band che, ancora oggi, vanno in giro con capigliature a punta cercando di far rivivere il 1978. «È davvero imbarazzante – ha affermato – quante band come i Green Day sono in giro oggi? Le guardo e non posso fare a meno di ridere. Sono stampelle per cappotti, pompose imitazioni di qualcosa che non gli è mai appartenuto». E se il punk odierno è per lui una «caricatura», anche il rap altro non è che «il sottofondo ideale per una televendita di scarpe da ginnastica», ha affermato.
Infine, la politica. Mr Lydon – che è cittadino USA e vive a Los Angeles – ammette di aver votato per Hillary Clinton alle ultime elezioni presidenziali, nonostante non nutrisse particolare entusiasmo per la sua candidatura», ma a proposito di Trump ha detto: «Ciò che l’America ha fatto è votare un businessman per sostituire i politici. Il business è l’alternativa? Io credo fermamente di no. È stato un inganno, ma dimostra anche quanto l’America sia diventata disperata». La chiosa, però riguarda il Regno Unito. Qualcuno in UK aveva proposto di farlo baronetto, come Mick Jagger, Paul McCartney e Elton John, ma la risposta di Lydon è stata da par suo: «Credete davvero che lascerei che la Regina mi mettesse una spada in testa?».
A seguire il link al video di This Is Not A Love Song, brano contenuto nel disco del 1984 dei Public Image Ltd. This Is What You Want…This Is What You Get.