Più volte si è detto del potere della musica nel cambiare le cose o quantomeno nel sostenerti nei periodi più bui dell’esistenza. Quella che ha dato la forza di andare avanti a John Frusciante, come ha raccontato il musicista lo scorso anno.
Il chitarrista ha ripercorso la sua storia sulle pagine di Vinyl Writers, in particolare il periodo successivo la fuoriuscita dai Red Hot Chili Peppers, a causa di problemi di tossicodipendenza («non sono una persona che si piange addosso per ciò che ha fatto in passato, ma non c’è un modo per indorare la pillola»).
La fase che ho attraversato a metà degli anni ’90, dopo aver lasciato i Red Hot Chili Peppers, non dovrebbe essere d’ispirazione per nessuno. Mi sono quasi completamente distrutto. Ho perso i denti e in cambio ho guadagnato delle cicatrici sulle braccia, ma in qualche modo sono stato davvero fortunato: pochi sopravvivono alla dipendenza da eroina
John Frusciante
Fondamentale in quel momento della sua vita è stata la musica di Depeche Mode e Joy Division. Soprattutto l’album Unknown Pleasures di quest’ultimi è stato una vera ispirazione, ma non tanto per il sound oscuro che si adattava al suo umore, quanto per l’impatto che raggiungeva attraverso la semplicità compositiva.
Unknown Pleasures veicola un impatto enorme con mezzi semplici, un album che beneficia dei suoi limiti. Si tratta di vera arte e di una prospettiva inestimabile: ovvero che il risultato può essere molto più grande della posta in gioco
John Frusciante
Un insegnamento che è stato una vera ispirazione per il futuro del musicista e per quando, nel 2019, è tornato nel gruppo di Flea e soci. In seguito, ha omaggiato la band di Ian Curtis con una cover solista del brano New Dawn Fades che trovate di seguito.
Lo scorso gennaio i Red Hot Chili Peppers avevano annunciato di essere al lavoro sul nuovo album proprio con Frusciante tornato in line-up e il mese successivo è arrivato anche il ritorno live della band con il chitarrista, per la prima volta dal 2008. Sulle nostre pagine potete inoltre leggere la recensione dell’ultima fatica da solista in studio del chitarrista, Maya del 2020, firmata da Luca Roncoroni.