Everybody Here Wants You, il biopic su Jeff Buckley con protagonista Reeve Carney, non è l’unico progetto che Mary Guibert, madre del compianto musicista, ha archiviato in questi anni. Nel 2000, Brad Pitt espresse interesse a interpretare il cantante in un film biografico. Guibert inizialmente concesse il permesso, ma successivamente divenne scettica riguardo alla capacità dell’attore di trasformarsi nel cantante, data la grande differenza fisica tra i due.
“Cosa facciamo? Tingiamo i capelli, mettiamo delle lenti marroni su quegli occhi azzurri, e dalla sua bocca dovrebbe uscire la voce di Jeff?”, ricorda Guibert nel documentario It’s Never Over, Jeff Buckley, diretto da Amy Berg e prodotto esecutivamente proprio da Pitt che è stato presentato in questi giorni al Sundance Film Festival.
La pellicola ripercorre la breve ma folgorante carriera di Jeff Buckley attraverso immagini d’archivio, registrazioni personali e interviste inedite, offrendo un ritratto intimo dell’artista e dell’uomo dietro al mito.
Nonostante il biopic con Brad Pitt non abbia mai visto la luce, altri progetti hanno cercato di raccontare la complessità della figura di Buckley. Tra questi, Greetings From Tim Buckley (2012), un dramma con Penn Badgley (Gossip Girl) nel ruolo del cantante. Il film ripercorre un periodo specifico nella vita del musicista: quello che ha portato alla realizzazione del concerto tributo a Tim Buckley nel 1991. Sebbene realizzato con il permesso degli eredi, il film non ha coinvolto direttamente la famiglia Buckley.
Nel 2024 ha fatto notizia la disponibilità su Airbnb dell’ex-casa di Jeff Buckley a Memphis. Sempre lo scorso anno, l’unico album del cantante, Grace, ha compiuto 30 anni. Su queste pagine potete leggere la recensione classic, a cura del nostro Stefano Solventi.