Gianluca Petrella
Gianluca Petrella foto per la stampa (2022)

Jazz is Dead OFF Night: Gianluca Petrella / Cosmic Renaissence presentano “Universal Language”

Il lavoro esce il 13 ottobre ancora una volta all'incrocio tra spiritual jazz, afro-futurismo e space-jazz

Giancluca Petrella e la Cosmic Renaissance pubblicano il 14 ottobre l’album Universal Language, un lavoro che ancora una volta incrocia le rotte tra  jazz e clubbing e, nello specifico, mescola il jazz più spirituale con l’ispirazione afro-futurista, lo space-jazz con la sperimentazione elettronica.

Tra le prime date, nazionali e internazionali annunciate dal trombonista a supporto del lavoro c’è anche quella per Jazz is Dead OFF Night, rassegna collegata all’omonimo festival di cui da sempre seguiamo le gesta con grandi soddisfazioni. La data è fissata per il 20 ottobre al Magazzino sul Po di Torino alle ore 21:00 (Murazzi del Po lato sinistro). Biglietto a 15 euro già disponibile in prevendita.

Universal Language

Unknown Dimension, Universal Language, Connection, Comes from the Ground, Wonder, Nomads, Vision, Education, Ancient Jazz e Natsu sono gli evocativi titoli delle dieci tracce che compongono il disco, fra esplorazioni nomadiche, ricerca delle radici e immaginazione del futuro.

Il nuovo album di Petrella si sviluppa secondo un’astrale architettura sonora che trova i suoi ideali pilastri nella perlustrazione dell’ignoto, nella meraviglia dell’inaspettato, nel senso di connessione con gli elementi della natura, nell’utopia di un mondo aperto e della pacifica convivenza e in un futuro cosmico dove la tecnologia, la natura e la storia si fondono simbioticamente, come emerge dal visionario artwork dall’artista multimediale V3RBO: nel front, una sorta di psichedelica astronave piramidale che si sgancia dal suolo pronta a decollare verso infinite costellazioni; sul retro, un cyber insetto-navicella appena atterrata. Perché Universal Language è un lavoro che ha il suono dello spazio ma parla della Terra e dell’Uomo.

Ispirato dalla leggenda giapponese delle sirene che vivono nella baia di Toba e si inabissano per pescare le perle, Petrella, come loro, è andato parecchio giù, in profondità. Ha scavato nella memoria più remota, nei suoni ancestrali delle pelli, delle strade, delle epoche e degli stilemi. Un orecchio, il suo, in grado di connettere i ghetti neri, le bidonville, le township, “i bronx” di tutto il mondo ed esplorarli con i suoni curiosi della contemporaneità e con un linguaggio che serve proprio a connettere passato e presente, utile a ritrovare il filo del dialogo. Un continuo botta e risposta tra generazioni. «La composizione per me è un disegno, che normalmente condivido con i miei colleghi. Tutti i musicisti hanno la possibilità di poter partecipare a questa idea portando le proprie esperienze musicali che sono colme di tanti generi e di tanti suoni, andando ad arricchire con i loro strumenti e i loro colori quella che in partenza era la mia idea».

Un album non solo di jazz: ci sono fantasmi esotici e promesse di evasione; c’è l’esaltazione della condizione umana. C’è una vita sconfinata in Universal Language, una vita brulicante di incessante curiosità e di continui viaggi, di incontri e di confronti fra musicisti ma soprattutto fra esseri umani, di legami con i luoghi e di sguardi sull’altrove. Un disco che è un tuffo nel cuore della musica e dei suoi linguaggi, nella sua storia. Un disco sulla memoria, sulla fedeltà a se stessi e su come sia complicato fare i conti con ciò che chiamiamo identità (dal comunicato stampa di GDG press).

Tracklist

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