Dopo sette anni di silenzio discografico, i Soulwax tornano con All Systems Are Lying, un nuovo album in uscita il 17 ottobre per la personale Deewee distribuito Because Music. L’annuncio è arrivato in pieno stile guerrilla marketing: un billboard apparso a Londra con la scritta “ALL SYSTEMS ARE LYING”, poi rilanciato in un video diffuso sui social.
Il disco segue l’acclamato Essential del 2018 e si presenta come “un album rock senza chitarre elettriche”. “Volevamo catturare la sensazione di una band che suona strumenti elettronici – dal vivo, a tutto volume e in modo libero”, spiegano i fratelli Dewaele. E a giudicare dai primi estratti – l’electro soul Run Free e una title track in bilico tra distopia urbana e groove sintetico – è una dichiarazione da prendere alla lettera.
Nel 2024, i Soulwax avevano già segnalato il loro ritorno con un tour europeo e britannico – il primo dopo cinque anni – portando in scena non solo nuova musica, ma anche un apparato scenografico imponente. Alla data londinese del 2 febbraio al Roundhouse, si sono presentati con tre batteristi, una selva di synth e un’estetica cyberpunk total black, marcando un netto distacco rispetto al bianco minimale dei tour precedenti. E una conferma è arrivata anche dalle nostre parti, al FuturFestival di Torino dove per noi era presente Valerio Veneruso.
Tra i brani inediti proposti dal vivo: la dark-sci-fi Hot Like Sahara, l’irrequieta Idiots In Love tra post-punk e paranoia, il rave-rock muscolare di New Earth Time, fino ai momenti più eterei di Polaris.
In una recente intervista a NME, i Dewaele hanno rievocato l’incontro con Erol Alkan ai tempi del leggendario club Trash di Londra e svelato un aneddoto surreale: David Bowie, fan dichiarato del progetto, partecipava attivamente al loro forum online. “Pensavamo fosse un impostore… e invece era davvero lui,” raccontano increduli.
Nel frattempo, sotto l’alias 2manydjs, i fratelli hanno firmato la colonna sonora di Banger, film Netflix con Vincent Cassel diretto da So-Me. Tra i brani: il tema principale Dans Le Lab e Dans Le Club, a confermare ancora una volta la loro versatilità trasversale.