Gli Afghan Whigs tornano con nuova musica. La band guidata da Greg Dulli ha pubblicato House of I, primo inedito dal 2022, disponibile via Royal Cream/BMG.
Il coretto luciferino, le percussioni e l’ostinato di piano sembrano provenire da un meditato fervore Stones, ma l’affilatura delle chitarre e la smania urticante della voce (un Dullinin gran forma) sono pura materia Whigs a cavallo tra Congregation e Gentleman. Il risultato è un uptempo massimalista anni ’90 col rovello soul innestato nella pancia turbolenta del rock, la melodia a precipizio e versi che sbucciano la pelle dell’emotivamente corretto (“I’m awake, an animal/At the wrong end of your past”). C’è di che ben sperare, insomma, per il nuovo album. Il pezzo è stato prodotto e mixato dallo stesso Dulli insieme a Christopher Thorn, con registrazioni effettuate ai Marigny Sound di New Orleans e completate ai Fireside Sound di Joshua Tree.
«L’abbiamo registrata a New Orleans la scorsa estate», ha dichiarato Dulli. «Cercavo un pezzo veloce, un vero banger, e credo che qui ci siamo riusciti».
Nell’ultimo album a ora noto, How Do You Burn? (2022), gli Afghan Whigs riaffermavano la propria traiettoria post-reunion con un disco nato nel clima del lockdown, attraversato da isolamento e connessione, che rilegge la storica miscela di soul e rock alla luce di psichedelia sfrangiata ed elettronica inquieta. Più che inseguire il presente, la band modellava un linguaggio segnato dal tempo, tra disillusione, fantasmi e tensioni emotive, mantenendo intatta quella vena storta e notturna che continua a fare la differenza.