Le immagini del nuovo giradischi di Brian Eno – che ci mostra il sito Wallpaper – sono semplicemente incantevoli. Così come il design approntato dal Non Musicista al classico piatto per vinili coerente con le installazioni di «luce e suono» che, tra mostre e gallerie d’arte, da anni propone in formato light box.
Dalle nostre parti ricordiamo almeno la mostra al castello di Trani del 2017, intitolata emblematicamente Light Music, sottolineando inoltre che queste istallazioni hanno avuto finalità anche terapeutiche, con tanto di esposizioni negli ospedali.

Proprio come le opere d’arte sopracitate, anche le luci che illuminano il piatto e la base del giradischi, realizzato con la collaborazione della londinese Paul Stolper Gallery, cambiano colore conferendo al supporto un’aura mistica e psichedelica. Le combinazioni di tonalità (i “colourscapes”) sono migliaia se non milioni, e seguono lo stesso principio della musica generativa di Eno.
La luce che emana il giradischi è tangibile. Immaginate di catturare una nuvola di vapore. Ci siamo seduti a guardarlo per ore, pietrificati davanti a questa nuova esperienza di luce intesa come presenza fisica.
Brian Eno, 2021
Il giradischi è stato fabbricato in sole 50 unità. Dove comprarlo? Il sito segnalato da Eno non ne fa menzione. È probabile che questa serie sia già nata sold out.
Quello che mi piace della luce è che cambia, non è mai uguale, mi piace l’idea di creare un’opera che non resti ferma nel tempo, qualcosa che non si ripeta mai… …La mia prima opera di luce l’ho realizzata a 17 anni. Ho abbandonato la pittura per lavorare in questa direzione, inizialmente utilizzando lampadine, almeno fino a quando non ho scoperto i video, che mi consentirono di controllare ogni punto di luce sulla superficie.
Brian Eno, 2017
Su SA trovate numerose recensioni della discografia di Eno ma anche un approfondito monografico scritto da Alessandro Pogliani.

