50 anni fa, il 1 agosto 1971, George Harrison e Ravi Shankar realizzavano The Concert For Bangladesh, il primo megaevento di beneficienza della storia. E il primo dei (rari, se si eccettuano il famigerato tour del ’74 in USA e quello, piu fortunato, del ’92 in Giappone) concerti del quiet Beatle da solista.
Dopo lo spettacolo introduttivo dell’ensemble di Shankar, la super band, composta tra gli altri da Jim Keltner (batteria), Klaus Voorman (basso) e Jesse Ed Davis (chitarra solista), con in più superstar del calibro dello stesso Ringo Starr, Billy Preston, Leon Russel e Eric Clapton, suonò due concerti, uno pomeridiano e uno serale; la guest star più attesa fu Bob Dylan, in forse fino – letteralmente – all’ultimo minuto.
L’evento, su cui grava ancora ad oggi l’ombra di una gestione dolosa degli introiti (l’ennesima del manager Allen Klein, già dietro i dissidi che portarono allo scioglimento dei Beatles), fu di enorme successo. Di fatto, all’epoca fu come avere di nuovo la possibilità di vedere i Beatles sul palco (almeno, 2 di essi; gli altri 2, Lennon e McCartney, si rifiutarono proprio per evitare la reunion), appena a un anno dallo scioglimento.
Va però ricordato che, in quell’immediato post-Beatles, George era il Re: con un lavoro mastodontico come All Things Must Pass fresco fresco di stampa e le incredibili canzoni dell’ultima fase del gruppo, da While My Guitar Gently Weeps a Something, la sua rivincita era del tutto compiuta. Forse il momento più glorioso di quel concerto è proprio l’apertura con Wah Wah (in streaming su Daily Motion), brano di punta del triplo album del 1970 e manifesto sonoro: sarà per il muro di suono di Spector (che pure in quell’occasione produsse), la quantità ridicola di strumentisti sul palco, l’effetto visivo ed acustico…. probabilmente, uno dei momenti live più emozionanti di quell’epoca, e non solo.
Sempre a proposito di All Things Must Pass, venerdì 6 agosto ne uscirà una nuova versione celebrativa per i 50 anni dall’uscita. Tutti i dettagli e gli ascolti nella pagina dedicata.