Gary Numan
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Gary Numan: “Sono sordo al 90%”. La rivelazione mentre è in tour negli Stati Uniti

L’artista britannico racconta le conseguenze di una vita a volumi estremi

Da febbraio Gary Numan è in tour con The Cruel Sea, una fitta serie di date statunitensi. La nuova tournée segue i concerti celebrativi per il 45° anniversario di Telekon, conclusi a novembre dello scorso anno, a conferma di una sorprendente vitalità live a oltre quattro decenni dagli esordi, con singoli entrati nell’immaginario collettivo come Cars e Are ‘Friends’ Electric.

Proprio come il frontman degli AC/DC, Brian Johnson, che ha continuato a esibirsi grazie a specifici apparecchi acustici dopo la diagnosi di ipoacusia, la carriera dal vivo di Numan prosegue oggi con l’aiuto della tecnologia per il supporto uditivo. La rivelazione è arrivata durante il podcast di Paul Whitehouse e Dr. Mine Conkbayir, I’m ADHD! No You’re Not, dove Numan ha dichiarato di essere “sordo al 90%” e di aver dovuto abbandonare l’hobby del volo acrobatico. La sua condizione, nelle sue stesse parole, è il risultato di anni trascorsi a suonare “al massimo volume”, tra amplificatori spinti oltre il limite e prolungata esposizione a livelli sonori estremi.

Secondo uno studio della Hearing Health Foundation, riportato da NME, i musicisti hanno un rischio quattro volte maggiore di sviluppare perdite uditive rispetto alla media delle persone a causa dell’esposizione ripetuta a volumi sostenuti e sono il 57% più suscettibili a sviluppare acufeni.

L’ultimo album di Gary Numan rimane Intruder, lavoro del 2021, complementare rispetto al precedente Savage: Songs From a Broken World, in cui l’artista raccontava di un pianeta ridotto a terra desolata, in cui l’umanità e la cultura erano state disintegrate dagli effetti del cambiamento climatico. Nel promuoverlo, il pioniere della musica elettronica e del synth-pop aveva anche denunciato gli scarsi guadagni derivanti dallo streaming.

La passione per il volo

La passione per il volo di Numan è nota ai fan. Da adolescente entrò nell’Air Training Corps con l’idea di diventare pilota, carriera che avrebbe portato avanti a tempo pieno se non fosse diventato una popstar. Nel 1980 acquistò il suo primo aereo, un Cessna 182 Skylane, e l’anno successivo compì un giro del mondo con un Piper PA-31 Navajo, oltre a partecipare a numerose esibizioni acrobatiche nel Regno Unito, diventando anche istruttore di volo. Numan aveva già annunciato uno stop ai voli nel 2005, dopo la morte di alcuni amici piloti. In un’intervista del 2009 raccontò quanto fosse stato difficile assistere alla scomparsa dei compagni di squadra, uno degli aspetti più duri di una disciplina che richiede fiducia totale e dedizione estrema.

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