Fedez sul palco del concerto del Primo Maggio 2021

Fedez: per contratto non potrà parlare male di banche e assicurazioni

Per contratto il rapper ha accordato al gruppo Be di non rilasciare dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società

Dopo la nota polemica scaturita dalla pubblicazione della telefonata con i dirigenti della TV di Stato a margine dello scorso concerto del Primo Maggio, controversia dagli strascichi ancora vivi, Fedez ha deciso che non aprirà altri fronti di scontro, perlomeno in relazione a determinati settori e più che altro perché in caso contrario ci rimetterebbe. Come si legge su L’Espresso, il gruppo Be, suoi azionisti e finanziatori in Doom Entertainment – società amministrata dalla mamma dell’artista, Annamaria Berrinzaghi – gli ha imposto di non «rilasciare dichiarazioni inerenti al settore bancario e assicurativo che cagionino un danno alla società». In caso contrario il rischio – scrive lo stesso settimanale – sarebbe l’interruzione di un’alleanza che soltanto nel 2021 dovrebbe fruttare al rapper/influencer 15 milioni di euro di fatturato.

La testata ha pubblicato una dettagliata inchiesta sull’impero dei Ferragnez che oltre a essere già disponibile online si troverà nel numero in uscita in edicola domenica. Sulla pagina del servizio uscito sul sito compare anche un’immagine con sottolineate le righe facenti riferimento al divieto di cui sopra:

Il gruppo Be, si apprende sul suo portale, «supporta le principali banche ed assicurazioni nel gestire le complessità derivanti dall’evoluzione del business», aiutandole a «riprogettare modelli di business, allinearli con i requisiti regolamentari e di mercato, entrare nell’era digitale, gestire al meglio le performance ed esportare modelli di successo in settori ad alta redditività».

Da parte sua, Doom – riporta di nuovo L’Espresso – «è una società che recluta artisti e li addestra ai social, li coinvolge in spettacoli per le banche e poi li ingaggia con la sua nuova casa discografica. Alla festa dei lavoratori del Primo Maggio, quando ha denunciato il bavaglio della Rai, di certo non poteva criticare le politiche sindacali e fiscali di Amazon poiché ne incarna i valori essendo suo “ambasciatore” per 800.000 euro. La multinazionale di Jeff Bezos, tra l’altro, ha già avviato la produzione del documentario The Ferragnez che riprende la famiglia di Chiara Ferragni e Fedez 24 ore su 24».

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