Dopo la querela della Rai nei confronti di Fedez per i fatti immediatamente successivi al suo intervento in diretta sul palco del Primo Maggio 2021, e la replica di quest’ultimo, un nuovo fatto si aggiunge alla querelle, ovvero la negazione da parte dell’azienda italiana a sentire proprio il rapper in Vigilanza.
La commissione parlamentare di Vigilanza Rai ha infatti deciso, accogliendo all’unanimità la valutazione del presidente della Commissione Alberto Barachini, di non ricevere e ascoltare Fedez perché si tratterebbe di un’audizione impropria e inopportuna. Impropria per il ruolo della Commissione e anche alla luce del fatto che non vi sono precedenti; inopportuna per le azioni legali in corso della Rai nei confronti di Fedez. Tuttavia, la stessa Commissione ha deciso di accogliere le istanze di chi chiedeva comunque una testimonianza del rapper e ha inviato a quest’ultimo una nuova richiesta di una sua memoria sui fatti del Concertone.
Come è noto Fedez, che nel frattempo ha rivendicato con orgoglio in una IG Story le proprie azioni («Io orgogliosissimo, rifarei quel che ho fatto»), aveva pubblicato in due differenti momenti le registrazioni (prima parziali e poi complete) in cui si potevano ascoltare le obiezioni mosse preventivamente nei suoi confronti sia dalla dirigenza dell’azienda sia dagli organizzatori del Concertone riguardo al suo intervento in difesa del ddl Zan con annesso attacco alla Lega. Intervento giudicato “inopportuno” in quella discussione telefonica eppure andato ugualmente in onda durante la diretta del Primo Maggio sul terzo canale.