Fabri Fibra interviene per la prima volta pubblicamente sulla vicenda legale che lo vede coinvolto da anni con Valerio Scanu. A inizio maggio, la Cassazione ha condannato in via definitiva il rapper e Universal Music Italia a un risarcimento di 70.000 euro per danni non patrimoniali: oggetto del contendere, alcune allusioni contenute nel testo di A me di te, brano pubblicato nel 2013 all’interno dell’album Guerra e Pace.
In un’intervista concessa al Corriere della Sera, Fibra ha accolto la sentenza senza vittimismi:
Non ci sono tanti modi per prenderla: l’ho presa. Ma non penso sia una minaccia alla libertà di parola, come ho letto in giro. Anzi, è il contrario. Io sono stato liberissimo di dire quel che volevo dire, ma logicamente ci sono cose che portano a conseguenze
Il rapper ha anche chiarito di non aver mai avuto un confronto diretto con Scanu:
Non lo conosco, non l’ho mai visto. Ma io non conosco nessuno. Per me è molto importante la distinzione fra l’artista e la persona: io parlo dell’artista. Se ci sono degli attacchi sono sempre alla figura pubblica, che è esposta, come lo sono io. La mia intenzione è di confrontarmi con il personaggio, con le persone non mi interessa
Alla soglia dei 49 anni, Fibra si interroga anche sul modo in cui viene oggi percepito il rap in Italia:
È un genere fortemente attaccato, anche giustamente, perché c’è di tutto. Ma spesso viene raccontato solo nella parte più superficiale e banale. Io voglio cercare di dargli una certa credibilità, un certo taglio adulto. Ho attraversato tutte le fasi, dalla ribellione giovanile fino alla maturità. Quello che mi succede nei testi c’è sempre, ma cerco di darmi un taglio credibile
Il ritorno con Mentre Los Angeles brucia
Nel frattempo, il rapper di Senigallia si prepara a pubblicare Mentre Los Angeles brucia, il suo undicesimo album in studio, fuori il 20 giugno. L’annuncio è arrivato con un nuovo Red Bull 64 Bars e sarà seguito domani dall’uscita del primo singolo ufficiale, Che gusto c’è, in collaborazione con Tredici Pietro.
Il disco nasce da un lungo processo creativo cominciato due anni fa a Santa Monica, dove Fabri Fibra ha selezionato i primi beat con Chef P (alias Pietrino). Un’improvvisa tempesta lo blocca a Los Angeles e lo costringe a rimandare il rientro in Italia. L’album viene infine completato a inizio 2025, in una fase di isolamento quasi totale.
Il momento chiave arriva quando, accendendo per caso la TV, viene a sapere della morte di David Lynch durante una serie di incendi devastanti nella zona di Los Angeles. È il punto di svolta del concept:
Ad un certo punto hanno iniziato ad arrivare immagini di Los Angeles che bruciava, quando è morto David Lynch ho comprato un quotidiano e c’era la frase “Mentre Los Angeles brucia, muore David Lynch” e ho capito che quello era il titolo. Vorrebbe dire: mentre il mondo va a puttane ognuno di noi va avanti con la propria vita, con i propri progetti e con il proprio inferno personale. Io scrivo proprio per dar sfogo ai miei viaggi interiori, anche ai miei problemi, quindi è un incendio personale.
Il mood dell’album, a giudicare dalle premesse e dallo stile dell’ultima performance per Red Bull, promette un ritorno a sonorità anni Novanta, tra barre serrate, giochi di parole e un tono più riflessivo e maturo.
Il tour estivo toccherà le principali città italiane, con due appuntamenti simbolici: il 7 luglio al Circo Massimo di Roma e il 30 settembre all’Unipol Forum di Milano.