Da quanto apprendiamo dal Guardian, la leggenda del country Dolly Parton ha donato 1 milione di dollari a Moderna, l’azienda statunitense attualmente favorita nella corsa al vaccino per il COVID-19. La Parton ha appreso della ricerca attraverso un amico, Naji Abumrad, dottore presso l’Istituto di immunologia alla Vanderbilt University che l’aveva presa in cura nel 2014 in seguito ad un incidente automobilistico. Lo scorso aprile il medico le descrisse con entusiasmo i suoi avanzamenti e in tutta risposta la cantante deciso di contribuire con una lauta somma di denaro.
Il ruolo della Vanderbilt è stato determinante nello sviluppo del vaccino, e così maggiore rilevanza ha assunto il suo gesto. Escludendo il controverso Sputnik V russo, Moderna, assieme all’americana Pfizer e alla tedesca BioNTech, sono allo stato attuale le uniche aziende ad aver comunicato i primi risultati della terza e ultima fase di sperimentazione del vaccino, ma soltanto la prima delle tre è stata in grado di combinare efficacia (94%) e logistica. Il vaccino dell’azienda di Cambridge, nel Massachusetts, è infatti conservabile per un mese in un normale frigorifero (e per 6 in un freezer casalingo) mentre per quelli portati a termine dagli istituti concorrenti è necessario un impegnativo sistema di refrigerazione con temperature che devono raggiungere i -70 gradi.
Parliamo sempre di informazioni basate su comunicati stampa forniti dalle aziende stesse, non di risultati di ricerche svolte da terze parti e/o da riviste scientifiche. Nondimeno l’efficacia di questi vaccini potrebbe scendere via via che si allargherà il campione dei volontari, ma tant’è, c’è di cui essere moderatamente ottimisti. E Dolly Parton è una leggenda vivente e come tale apparirà nelle vesti di angelo in Dolly Parton’s Christmas on The Square che verrà condiviso da Netflix il 22 novembre.