Donald Trump ha incontrato Kanye West lo scorso 23 novembre nella sua tenuta di Mar-a-Lago, a Los Angeles. Lo ha raccontato lo stesso rapper, intenzionato a ricandidarsi alle presidenziali del 2024, in un post condiviso su Twitter dove è stato riabilitato da Elon Musk.
E lo racconta ora, dal suo punto di vista, lo stesso ex Presidente degli Stati Uniti, che già in passato aveva informalmente preso le distanze da Ye per via delle dichiarazioni antisemite nei confronti degli ebrei. Dichiarazioni che peraltro hanno portato negli scorsi giorni a una risposta pubblica, sempre via Twitter, da parte dello Stato di Israele («Non vogliamo avere niente a che fare con questa narrativa») e prima ancora dell’ex Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu («le sue sono soltanto sciocchezze»).
#YE24 pic.twitter.com/DyIhMU5By6
— ye (@kanyewest) November 25, 2022
Trump ha dovuto intervenire sul suo social network, Truth, in primo luogo per prendere le distanze da Nick Fuentes, estremista di destra, suprematista e negazionista dell’Olocausto, ignorando di conoscerlo e rispondendo così a quanti, saputo del meeting, lo stavano attaccando da entrambi i fronti politici. Tra questi anche amici del candidato repubblicano, come l’ex ambasciatore americano a Israele David M. Friedman, che lo esortava a distaccarsi con forza da «feccia come Fuentes».
To my friend Donald Trump, you are better than this. Even a social visit from an antisemite like Kanye West and human scum like Nick Fuentes is unacceptable. I urge you to throw those bums out, disavow them and relegate them to the dustbin of history where they belong. 1/
— David M Friedman (@DavidM_Friedman) November 25, 2022
Sempre seguendo la stessa linea diplomatica, Trump ha affermato di non conoscere la deriva antisemita di West né di sapere chi erano le persone con lui (West, mentendo, aveva assicurato un incontro privato tra i due), consigliandogli – o meglio urlandogli contro – di non candidarsi in quanto perdente in partenza. «È un uomo gravemente disturbato a cui è capitato di essere nero», la sua chiosa.
Nel frattempo, e come conseguenza delle sue affermazioni, il rapper ha perso lo status di miliardario, con Adidas, Balenciaga e Def Jam a rescindere i rispettivi contratti. Il consiglio di Trump di non candidarsi, va da sé, era legato anche a ragioni strettamente economiche.