Anche lo stato di Israele prende le distanze da Kanye West. Nelle ultime settimane (ma forse sarebbe meglio dire, negli ultimi anni) il rapper è tornato al centro delle polemiche per le sue posizioni antisemitiche.
West, la cui produzione musicale è passata ormai in secondo piano, ha infatti dichiarato di voler «alzare a livello 3 l’attacco agli ebrei» (arrivando ad indispettire persino l’ex presidente Trump). Le sue esternazioni sono valse un doppio blocco sulle piattaforme di streaming, prima su Instagram e poi su Twitter, oltre alla rottura definitiva con Adidas. Anche altri marchi hanno interrotto i contratti con Yeezy, tra cui Balenciaga e Def Jam: troppe le controversie dell’artista, che tra le altre cose ha anche dichiarato che George Floyd sarebbe morto a causa del Fentanyl e non perché soffocato dalla polizia, con un processo e una condanna già inflitta a dimostrare il contrario.
Tante anche le teorie cospirative al centro di un’intervista concessa a Tucker Carlson mai andata in onda proprio per il suo contenuto antisemita.
Adesso, sotto la protezione di Elon Musk, Kanye West ha fatto ritorno su Twitter e ha salutato i follower con un secco: “Shalom” (ed emoticon sorridente decisamente ironica). Non l’hanno presa bene le persone dietro l’account ufficiale dello Stato di Israele: «Non vogliamo avere niente a che fare con questa narrativa».
We would very much like to be excluded from this narrative. pic.twitter.com/kkB5uVV7yf
— Israel ישראל (@Israel) November 21, 2022
Ad ottobre anche l’ex Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato le «sciocchezze» del rapper: «Israele ha avuto a che fare con problemi più gravi». West ha chiesto scusa (più o meno) per le sue uscite in un’intervista a Piers Morgan, sostenendo che «l’antisemitismo non è una realtà fattuale».
Su SA trovate un lungo approfondimento su Kanye West a firma di Luca Roncoroni, oltre alle recensioni dei suoi album, che potete recuperare nella pagina artista.