Delphi, alias dietro cui si cela Valerio Del Prete, metà del duo (italo)disco-house Tiger & Woods assieme a Marco Passarani, ha pubblicato a sorpresa ThroughTheWindow, raccolta – realizzata in quarantena – di quattordici agili beat hip hop per mezz’ora totale di ascolto, disponibile per lo streaming e per l’acquisto su Bandcamp.
«Il disco nasce in maniera molto spontanea», ci racconta come un fiume in piena il producer capitolino, non nuovo ad esplorazioni del genere (vedi le colonne sonore per i podcast sportivi di Fenomeno, racchiuse in un altra compilation). «Poco prima che il mondo si fermasse e con lui le serate, i club e i viaggi, avevo organizzato un piccolo setup “portabile” per comporre un po’ di musica durante quei momenti morti tra attese al gate e nelle stanze d’albergo. Un piccolo campionatore e un pedale multieffetto. Stop.
Quando poi la pandemia ci ha colpito tutti, mi sono ritrovato a casa per un tempo che è diventato indefinito, lontano dal mio studio e solo con questa scarna attrezzatura a disposizione. Quando si tratta di dover “ingannare” l’orologio, per quanto mi riguarda non c’è niente come il fare musica, o perlomeno non c’è libro, videogioco o film che regga il confronto con un campionatore. E quando si tratta di campionare, la cosa che mi viene più naturale è fare delle strumentali hip-hop. C’è da dire che in un momento storico come questo, è spontaneo mettere insieme musica più riflessiva, “cozy” e svincolata dalla logica del club, che purtroppo ad oggi rappresenta un enorme punto di domanda.
La visione e la percezione che ho del clubbing mi impedisce, purtroppo, di separare il club dalla musica dance. Per me sono un tutt’uno imprescindibile. Ciò non toglie che continuerò a farla, nonostante tutto, ma in questo preciso momento, ho sentito più naturale focalizzarmi su un progetto come ThroughTheWindow. L’album, quindi, è interamente composto in casa, influenzato da tutto quello che mi piace del genere, come J Dilla, Madlib, Jay Electronica, fino a grandi classici come A Tribe Called Quest. La copertina, invece, è stata realizzata da F O R C E S C R E A T I V E, artista inglese di cui apprezzo moltissimo l’estetica un po’ 80’s. É riuscito ad interpretare perfettamente quello che volevo: una finestra (il mio unico affaccio verso l’esterno), per l’appunto, su questo mondo surreale».
