A otto anni dall’ultimo album in studio e a un lustro di distanza dal singolo Mushin composto dal solo Brendan Perry, torna la sigla Dead Can Dance. In queste ore su Bandcamp è uscito Our Day Will Come, inedito i cui proventi andranno per metà a Medical Aid for Palestinians (MAP), organizzazione impegnata nel fornire assistenza sanitaria nei territori palestinesi.
Il brano, cinematico e cerimoniale, rappresenta un essenziale ritorno alle radici del progetto. Fin dal titolo il richiamo è apertamente politico: il titolo rimanda allo slogan repubblicano irlandese Tiocfaidh ár lá (“verrà il nostro giorno”) e la canzone è dedicata alla solidarietà tra i popoli irlandese e palestinese, in riferimento alla tragedia in corso e alle aspirazioni di autodeterminazione. Un posizionamento esplicito, che raramente era emerso in modo così diretto nella loro storia.
Da segnalare l’assenza, almeno in questo primo estratto, di Lisa Gerrard, voce storica del duo, mentre il brano segna anche un cambio netto nelle modalità di distribuzione: i Dead Can Dance hanno infatti annunciato l’abbandono delle piattaforme di streaming, dichiarando di voler pubblicare la nuova musica esclusivamente tramite Bandcamp e la propria etichetta Holy Tongue, anche in polemica con i modelli economici dominanti e la crescente presenza di contenuti generati da AI.
Our Day Will Come inaugura inoltre una serie di singoli mensili prevista per il 2026, delineando una nuova fase operativa.
Su SA trovate alcune recensioni degli album dei Dead Can Dance, dall’omonimo lavoro del 1984 all’ultima prova Dionysus.
