Joaquin Phoenix è Joker nel film di Todd Phillips (2019)

David Fincher continua la sua battaglia contro Hollywood parlando di “Joker”

David Fincher continua ad attaccare le logiche produttive di Hollywood e questa volta il bersaglio è "Joker" di Todd Phillips

A quanto pare David Fincher sta sfruttando la campagna pubblicitaria per il suo ultimo Mank, in uscita il 4 dicembre su Netflix, per parlare del suo profondo scontento (se non odio) per le logiche produttive di Hollywood e, probabilmente, nemmeno a caso, dato il soggetto del film. Qualche giorno fa, in un intervista per Total Film, ha dichiarato che oggi è impossibile fare film a meno che non abbiano «una componente da Happy Meal al loro interno», denunciando così la scarsa creatività (fiducia, coraggio) dei produttori.

Per il Telegraph, invece, ha approfondito la questione portando l’esempio di Joker di Todd Phillips (2019). Secondo Fincher infatti Joker non avrebbe avuto il successo che ha avuto (incassi straordinari, Oscar per il Miglior Attore Protagonista a Joaquin Phoenix) se prima non ci fosse stato Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan, che ha portato nelle casse della Warner Bros. una qualità spropositata di dollari (si parla di oltre un miliardo). In maniera molto cinica e riferendosi al fatto che il film sia un mash-up (dichiarato) dei due film di Martin Scorsese Taxi Driver (1976) e Re per una Notte (1982), il regista ha anche aggiunto che nessuno avrebbe mai pensato che potesse funzionare un film su un personaggio affetto da una malattia mentale se quel personaggio non fosse stato Joker.

Credo che nessuno avrebbe guardato a quel materiale pensando: sì dai, prendiamo Travis Bickle [Taxi Driver] e Rupert Pupkin [Re per una Notte], mescoliamoli […] e tiriamoci fuori un miliardo di dollari.
David Fincher

Per questo poi Fincher definisce «un miracolo» il suo Fight Club (1999), uno dei suoi film più iconici (e cult del cinema) che al tempo era stato prodotto da una 20th Century Fox completamente sfiduciata. Anche per Mank ha avuto numerosi problemi: ha passato anni e anni nella speranza che gli dessero il via libera definitivo prima di rivolgersi a Netflix, con cui aveva instaurato un rapporto grazie alle due stagioni di Mindhunter (una terza stagione sembra tuttavia improbabile).

Per quanto riguarda David Fincher, su SA potete recuperare il trailer di Mank e la recensione delle prime due stagioni di Mindhunter scritta da Nicola Rakdej. Inoltre potete leggere anche la recensione di Joker scritta da Cecilia Strazza.

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