David Bowie. Le dichiarazioni di Ivo van Hove, Donny McCaslin, Arcade Fire e altri recenti collaboratori

David Bowie. Le testimonianze di alcuni collaboratori tra cui Ivo van Hove, Donny McCaslin, Arcade Fire e altri ancora.

David Bowie è morto domenica 10 gennaio, quarantotto ore dopo il suo ultimo servizio fotografico con Jimmy King, nel giorno del suo sessantanovesimo compleanno e dell’uscita dell’ultimo album Blackstar, un disco per il quale il cantante britannico, da anni residente a New York, ha combattuto e lottato fino alla fine, coordinando le sue session di registrazione alla cura – assieme ad Enda Walsh – dello spettacolo teatrale Lazarus.

Dopo la grande commozione per la sua scomparsa, dopo i tanti, troppi, che ne hanno riesaminato il disco e l’ultimo videoclip Lazarus alla luce del tragico accadimento, dopo le veglie sotto alcune delle sue residenze più note (Brixton, New York e Berlino) e le cover e i tanti tributi, il New York Times e altre testate internazionali hanno intervistato alcuni dei collaboratori con i quali Bowie ha lavorato nei mesi conclusivi della sua vita, fornendoci un quadro ancor più lucido della forza con la quale ha voluto lasciarci.

Gli scatti di King con lo sguardo di Bowie rabbioso di gioia (e condito da quel pizzico di follia) rappresentano l’ultimo iconico statement di un musicista che ha concluso quel che doveva fare, alle sue condizioni, applicando il suo vessillo artistico e concedendoci al contempo l’unica modalità con la quale ha voluto essere osservato e interpretato, fino alla fine. James C. Nicola, direttore artistico del New York Theater Workshop dove è in atto la pièce teatrale Lazarus, parla di un «uomo che bramava l’immortalità», Ivo van Hove, regista e direttore delle musiche dello spettacolo, uno dei pochi a sapere della sua malattia (un cancro al fegato, ha rivelato a una radio olandese – riporta il Times), parla del brano Blackstar come di una canzone che racconta di un uomo in totale angoscia «che trova in seguito una via d’uscita attraverso l’immaginazione, così da poter stare in vita e in libertà, come un bluebird». Questo, in ultima analisi il messaggio che pervade l’intero spettacolo, specifica il cineasta.

Michael C. Hall, che in Lazarus recita il ruolo principale, spiega che nessuno sapeva dello stato di salute del cantante. «[Lo spettacolo] è stato condotto da un uomo che sapeva contro cosa stava combattendo e l’ha trasformato in qualcosa di estremamente vitale e profondo». Donny McCaslin e i musicisti del suo quartetto impiegati nelle registrazioni di Blackstar raccontano che Bowie «passava 5 ore in studio per poi andare alle prove di Lazarus», Tim Lefebvre, in particolare, ha aggiunto di non sapere dove trovasse tanta forza («è incredibile. Non si è mai rivolto a noi dando l’impressione di essere malato»).

Anche Wendy Leigh, autrice di una biografia dedicata a Bowie pubblicata nel 2014, ha detto la sua, riporta NME, evidenziando che il cantante ha dovuto superare anche una serie di seri problemi cardiaci negli ultimi anni («non ha soltanto dovuto combattere il cancro… ha avuto sei infarti negli ultimi anni»). Non ultimi, al cordone dei messaggi di cordoglio si sono uniti anche gli Arcade Fire, band con la quale Bowie aveva recentemente collaborato. Suoi i cori della title track dell’ultimo album, Reflektor pubblicato nel 2013. «David Bowie è stato uno dei primi supporter della band. Non soltanto ha creato il mondo che lo ha reso possibile, ma ci ha accolti in esso con eleganza e calore. Porteremo nelle nostre tombe i momenti che abbiamo condiviso… …suonare assieme è stato uno dei più profondi e memorabili momenti delle nostre vite».

Sulle pagine di Pitchfork trovate inoltre un’intervista a Nile Rodgers, che riflette sulla collaborazione e l’amicizia che lo legava al musicista. Su SA potete leggere due approfondimenti curati da Giulio Pasquali e Stefano Solventi (con la collaborazione ancora di Pasquali e Giulia Cavaliere), mentre in un’altra notizia trovate riassunti altri messaggi di cordoglio di Eno, Rolling Stones e molti altri. Di seguito, la cover degli El VY di Let’s Dance suonata all’ultima puntata dello show televisivo di Colbert.

david-bowie-jimmy-king-2016

Tracklist
  • 1 Blackstar
  • 2 Tis a Pity She Was a Whore
  • 3 Lazarus
  • 4 Sue (Or in a Season of Crime)
  • 5 Girl Loves Me
  • 6 Dollar Days
  • 7 I Can't Give Everything Away
David Bowie
Blackstar

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